Miss Tic a Roma

Miss Tic fotografava la sue opere attaccate ai muri vestita di nero. Questo è quello che avrebbe visto un visitatore nella Wunderkammern per la personale della francese. Uno degli street artist più famosi al mondo si comportava come un pittore per la sua prima mostra in una galleria di periferia. Intorno a lei si muoveva la macchina della stampa con tanto di telecamere, microfoni, luci e giornalisti ma lei, impassibile, nel suo piumino nero faceva foto all’esposizione. Molto probabilmente possiede già degli scatti delle sue opere e, è quasi certo, in una qualità maggiore che non prese con una compatta da una manciata di megapixel, ma questa è un’altra storia, Miss Tic viene dalla strada. O forse no.

«Ho cominciato a scrivere sui muri nel 1985 – spiega a Inside Art – e dopo qualche mese esponevo già nelle gallerie. Mi definisco in qualche modo più un’artista tradizionale che una street artist». In poche parole la francese liquida il contrasto più forte dell’arte da strada che costringe i creativi a funambolici giochi di parole per giustificare la loro presenza in una galleria e difficilmente ne escono vittoriosi. Lontani mille anni luce dalla trasparenza di Miss Tic: «Sono felice che più persone vedano il mio lavoro, la galleria permette proprio questo. Per strada mi autocensuro e non metto pezzi che possono disturbare bambini o anziani. Non faccio mai stencil erotici sui muri. In uno spazio privato, paradossalmente, sono molto più libera e posso esprimere il tema che più preferisco nella forma che ritengo più consona». Attaccate alle pareti bianche della Wunderkammern le opere dell’artista sono realizzate con tecniche diverse: dalla tela al metallo, passando per la carta, il cartone e il legno. I lavori sono la declinazione di uno stesso tema dove la figura femminile regna sovrana.

Le donne di Miss Tic sono stencil neri applicati su sfondi composti da stracci di cartelloni pubblicitari. Sono donne suadenti, definite dal bianco e dal nero e non conoscono compromessi, si esprimono attraverso aforismi scritti a mo’ di fumetto (ma senza balloon) accanto di loro. L’art et la vie ne font qu’un,  O come l’unico italiano: L’arte nuoce alla stupidità. «Ho iniziato a lavorare con lo stencil perché era più facile – dice la francese – amo e ho sempre amato molto disegnare e per costruire uno stampo bisogna essere molto precisi nel tratto. In seguito è diventato il mio marchio di fabbrica, uno stile riconoscibile che ho deciso di non abbandonare». Fedele alla linea, l’artista utilizza questa tecnica a prescindere da se si stratta di un lavoro per la strada o per una galleria. «Tutto parte dal mio atelier – spiega Miss Tic – dove comincio a disegnare e progettare stencil e frasi. Poi c’è la realizzazione dell’opera e solo in seguito decido se portarla sulle pareti bianche o nei marciapiedi della città. Voglio dire, non è una cosa che dico apriori del tipo: questo lo faccio per la mia mostra, ma lo decido solo dopo una volta finito».

Coerente nel suo percorso Miss Tic è una anomalia nel panorama street, pur essendo una delle prime artiste di strada il suo gioco non è esplicitamente politico: «Sono più anarchica che politica, sono più legata alla poesia che al potere – confessa la creativa – certo, ogni cosa potrebbe definirsi politica, alla fine è pur sempre un’azione la mia, ma preferisco vederla più dal punto di vista sociale che politico». E forse è proprio questa ambiguità che viene persa esponendo le opere di Miss Tic in una galleria, perché anche se pensate per una spazio privato è chiaro che la loro vocazione è fuori. Chi ha visto gli stencil della creativa sui muri di Parigi sa che i quadri attaccati alle pareti ne sono una copia sbiadita dove invece che urlare ai passanti le sue donne sussurrano ai visitatori.

 

fino al 16 marzo

Wunderkammern, via Gabrio Serbelloni 124, Roma

Info: wunderkammern.net