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Le pietre sono idee

Il Museo del marmo di Carrara inaugura la mostra The stones are my ideas of imagination, risultato del programma curato da Mike Watson per il progetto Database, organizzato da Ars gratia artis con il sostegno del comune di Carrara. Il progetto Database, a cura di Federica Forti, nasce con l’intento di rinforzare il senso di appartenenza alla città di Carrara attraverso una piattaforma creativa che coinvolge artisti e popolazione e che così rilanci il museo del marmo di Carrara e la sua storia.

Un viaggio di ritorno alle origini, nel cuore della cave, che rimetta in sincronia aziende, istituzioni e risorse del territorio. Database si propone come un vero e proprio archivio digitale capace di comunicare e conservare, oltre che diffondere storia e tradizione attraverso i codici contemporanei. Mike Watson, critico d’arte e curatore che vive e lavora a Roma e scrive su Frieze e Art review come corrispondente dall’Italia, nel corso del progetto sperimentale Joan of art; towards a free education allla Nomas foundation di Roma, ha invitato gli artisti Graham Hudson, Robert Pettena e Andrew Rutt a lavorare a Carrara tra settembre e novembre. Durante questi mesi gli artisti sono stati messi alla prova nella sperimentazione di un nuovo modo di concepire il workshop: a ogni artista è stato chiesto di lavorare con una diversa fascia di popolazione gestendo il laboratorio in maniera orizzontale, cioè attuando un processo comunicativo circolare, coinvolgendo il pupplico rendendolo partecipe e parte strutturale del lavoro. Come suggerito dal titolo della mostra, The stones are my Ideas of imagination, che rivisita una celebre frase di William Blake, il materiale del workshop è diventato l’elemento fondante delle mopere esposte.

Hudson, nato nel Sussex nel 1977, vive e lavora a Londra e porta il prodotto di una ricerca condotta con gli studenti del corso di estetica dell’accademia di Belle arti di Carrara. Pettena, nato a Penbury nel 1970, nel 1990 si trasferisce a Firenze dove frequenta l’accademia di Belle arti. Gli inizi del suo percorso artistico si collocano nel campo della sperimentazione con la videoarte e la videoinstallazione. A partire dal 2000 la sua ricerca, incentrata sul rapporto tra immagine video e ambiente spaziale, si integra con altre possibilità espressive come la fotografia e gli interventi performativi site specific. Pettena ha lavorato sull’anarchismo entrando in contatto sia con i cavatori che lavorano nei tre bacini marmiferi di Colonnata, Torano e Miseglia, sia con i circoli anarchici Germinal e Gogliardo Fiaschi del centro storico di Carrara. Rutt è nato a Londra (1965) dove si laurea in fine art alla central saint Martins e il Goldsmiths college. Dal 2000 lavora dividendosi tra Roma e Londra. Le sue opere comprendono video, foto e installazioni. Ha anche collaborato con gli scultori degli studi Nicoli di Carrara, il più antico laboratorio ancora esistente nel centro storico, dando voce a coloro che effettivamente eseguono e realizzano le opere d’arte in marmo per conto degli artisti internazionali. In mostra presenti anche i lavori di Stefano Canto, archietetto romano selezionato dal curatore per la sua ricerca filologica sulla realizzazione del Monolite, l’obelisco che il carrarese Renato Ricci collocò al Foro italico nel 1932 grazie a Benito Mussolini. Il progetto crea un collegamento fra Roma e Carrara, due città che hanno tra loro un rapporto storico a cavallo tra giochi di potere e volontà di piegare la bellezza al servizio del potere.

fino al 19 gennaio

Museo del marmo, viale XX settembre, Carrara

 

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