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Lazio, idee per la cultura/6

Quale spazio per l’arte contemporanea? Quale ruolo per la cultura nella nuova giunta che da febbraio sarà alla guida della regione Lazio? In attesa delle amministrative, i protagonisti del settore hanno chiesto a Nicola Zingaretti, il candidato del centrosinistra e segnatamente del Pd, di dire la sua sul sistema delle arti contemporanee. Associazioni, galleristi, fondazioni, artisti e operatori del settore si sono incontrati in occasione di Contemporaneart negli spazi della fondazione Cerere, a Roma, per confrontarsi con l’attuale presidente della provincia. Di seguito una sintesi degli interventi per dare un quadro dei desiderata dei protagonisti e nel complesso – è il caso di dirlo – dello stato dell’arte nella nostra regione. L’intervento di Zingaretti può essere ascoltato direttamente qui. Ringraziamo Marcello Smarrelli, la fondazione Cerere e Vocazione Roma per la disponibilità. (M. Z.)

Francesca Romana Pinzari, Portonaccio – Artisti in condominio

Gli artisti hanno da sempre portato beneficio alle zone dove vivono e lavorano, questo è successo in tutti i periodi storici e in tutte le grandi città. Il luogo dove risiedono diventa negli anni meta di artisti da altri paesi, letterati, musicisti e gente di cultura che ne migliora lo stile di vita e l’estetica. Nascono in questo modo anche attività correlate come caffè, librerie, teatri, gallerie, circoli culturali e boutique di moda. Il quartiere beneficia della presenza di persone acculturate e i suoi stessi abitanti storici si ambientano meglio grazie a questi nuovi stimoli. Non è un caso che zone considerate degradate e pericolose dopo l’arrivo di gruppi di artisti siano diventate costose e alla moda. Solo per citare alcuni esempi possiamo ricordare Montmartre a Parigi, Il Greenwich Village a New York, Williamsburg a Brooklyn, Brick Lane a Londra o il distretto 798 di Pechino.

Fatta eccezione per alcuni illuminati esempi di aggregazioni spontanee di artisti come il pastificio Cerere, gli studi di Portonaccio e poche altre realtà più piccole, un vero e proprio distretto dell’arte manca alla città di Roma. La regione Lazio vanta un vasto patrimonio culturale che genera un introito dettato dal turismo. Sederci sugli allori della nostra ricchezza storica significa trascurare le possibilità di guadagno che si celano dietro alla cultura contemporanea. Roma si è dimostrata comunque una città sensibile all’arte grazie alla costituzione dei due grandi musei dedicati al contemporaneo. Ci sono molte offerte culturali e numerosi spazi espositivi ma la comunità artistica, soprattutto in questo periodo di crisi, soffre della carenza di agevolazioni che molti altri paesi offrono ai loro creativi locali. Il New York state ed il British council for the arts ogni anno offrono grants, residenze e bandi per la realizzazione di opere pubbliche agli artisti residenti nel loro territorio. Mi rendo conto che qui da noi elargire borse di studio o contributi a fondo perduto per la realizzazione di progetti artistici potrebbe non essere possibile viste le attuali esigue risorse economiche dei vari enti pubblici, ma un notevole aiuto potrebbe venire dal recupero di edifici pubblici in stato di totale o parziale abbandono da parte degli artisti della regione.

Il Lazio vanta, infatti, un patrimonio immobiliare tra i più ricchi e a oggi un gran numero di edifici è inutilizzato o abbandonato creando spese fisse inutili nonché un mancato reddito. Quello che molti artisti, associazioni e curatori propongono di fare a costo zero è l’assegnazione di questi edifici con un canone di locazione agevolato per la costituzione di un vero e proprio distretto dell’arte. Un luogo dove poter avere numerosi studi d’artista, residenze assegnate tramite relazioni con le accademie e le ambasciate straniere, luoghi espositivi, spazi didattici, locali commerciali, librerie, punti ristoro e spazi polifunzionali, non profit ed associazioni dedite all’arte. Una struttura di questo genere potrebbe diventare un’attrazione per gli abitanti locali e una fonte di reddito e di prestigio per la regione Gli artisti oggi non hanno bisogno di puro assistenzialismo ma, come la maggioranza dei cittadini, stiamo cercando solo occasioni di lavoro a condizioni accettabili. L’arte e la cultura contemporanea possono essere una fonte di reddito non solo per gli addetti al settore ma anche per la regione Lazio stessa che vedrebbe la rivalutazione nel tempo del valore di edifici ora in stato di abbandono, la riqualifica ambientale attraverso l’arte, la creazione di un circuito turistico diverso e avrebbe degli incassi dalle concessioni di spazi destinati alle attività commerciali. Seguendo cosi l’esempio di molti paesi potremmo dimostrare che con la cultura non solo si mangia ma si può anche contrattaccare la crisi.

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