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L’impressionismo e la moda

Manet, Monet, Renoir, Degas e Caillebotte, sono alcuni dei nomi che hanno reso l’impressionismo uno degli episodi più importanti della storia della pittura. Non sorprende quindi che l’esposizione L’Impressionnisme et la mode, retrospettiva tematica presentata dal museo d’Orsay a Parigi che ne espone diverse opere, sia un successo popolare che ogni giorno attira migliaia di visitatori. Il percorso le presenta assieme a degli abiti della stessa epoca, alcuni dei quali restaurati proprio per questo evento. Esposti in grandi vetrine, è possibile ammirarne i dettagli delle cuciture e dei tessuti. Non sorprende neanche che questa esposizione abbia aperto le porte la stessa settimana della Fashion week parigina, che Karl Lagerfeld ne sia l’ospite d’onore, che la scuola di moda Berçot organizzi una sfilata nella navata stessa del museo.

Purtroppo pero, il legame tra le opere e gli abiti presentati non è cosi chiaro. Forse perché non si tratta di farli corrispondere veramente a quelli presenti nei quadri salvo uno,quello di Madame de Fleury moglie di Albert Bartholomé (1848-1928). Forse perché la scenografia di Robert Carsen si imparenta più con un défilé di moda che stona con l’impressionismo: museo parzialmente trasformato in passerella con parterre di sedili Napoleone III con i nomi degli artisti incollati sopra come se venissero ad assistere alla sfilata. Argenterie su sfondo di tappezzerie rosse che appartengono a un accademismo che non corrisponde agli impressionisti che proprio da quello volevano distinguersi.

L’ultima sala cambia radicalmente tono con un prato sintetico da campo da calcio e uno sfondo sonoro di uccellini. L’idea era di ricreare uno spazio aperto per evocare le sensazioni del Déjeuner sur l’herbe e delle Femmes au jardin di Monet. Purtroppo ne risulta un effetto molto plastico. Le opere avrebbero dovuto occupare il centro della scena, qui invece sembra piuttosto che siano ridotte a semplici illustrazioni. Se è sempre un piacere vedere e rivedere i capolavori degli impressionisti, la scenografia di questa esposizione può perturbare l’amatore d’arte. I ritratti di Mademoiselle Dihau di Degas come la Nana di Manet, quando rivelano i dettagli di un costume, di un abito, lo fanno come un romanziere, per dare all’osservatore degli indizi sulla posizione sociale, il mestiere, sottolinearne il carattere, non mettere in avanti le ultime trovate di moda. Ridurre queste tele a delle illustrazioni di moda sembra molto superficiale e sacrifica i pittori sull’altare della speculazione.

fino al  20 gennaio 2013

Musée d’Orsay, rue de Lille 62, Paris

info: www.musee-orsay.fr

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