Personaggi

Grottesco e surreale Mellors

L’interesse per le forze oscure della nostra cultura è l’anima della ricerca artistica di Nathaniel Mellors che si caratterizza per una vena surreale e grottesca. La mostra Recent collaboration before the saprophage, inaugurata il 1 dicembre e visibile fino al 26 gennaio, è la seconda personale dell’artista inglese negli spazzi della galleria romana Monitor. Nathaniel Mellors (1974), vive e lavora tra Amsterdam, Londra e Los Angeles. Il complesso rapporto tra il linguaggio e il potere è un tema ricorrente nella sua opera multiforme, che si realizza in assurde scene umoristiche che, per il loro potenziale sovversivo, rivelano un debole per la satira, l’ironia e il grottesco. Mellors è prevalentemente un artista video ma si esprime anche attraverso installazioni, sculture, musica, performance, collage, pittura, stampe e scrittura critica. I punti di riferimento per i suoi lavori sono: la commedia televisiva britannica, i drammi epici della televisione americana, Pasolini, la musica industriale, la scrittura di Georges Bataille. L’opera chiave su cui ruota l’intera mostra alla Monitor è il film The Saprophage, realizzato tramite la telecamera di un iPhone.

Ambientato in un epoca che si caratterizza per il disastro ideologico e culturale, due personaggi dialogano con evidente difficoltà comunicativa. In un tempo eternamente presente, senza storia né futuro, un uomo – con un buffo costume da Angry Bird – e una donna – con degli occhiali protettivi eccentrici – tentano una comunicazione da due luoghi diversi della terra, quando ai due si aggiunge bruscamente un terso personaggio. The Saprophage è un predicatore che emerge enigmaticamente dalle acque di una spiaggia greca, la cui ambizione è portare la spiritualità negli Stati Uniti. Il film è un omaggio a Pier Paolo Pasolini e al progetto, mai realizzato, di un film su San Paolo. L’apostolo, il massimo diffusore del messaggio evangelico e figura chiave nello sviluppo del cristianesimo, si contraddistingue per la sua predicazione controcorrente. Mellors, e prima di lui Pasolini, lo sceglie per imporsi contro il ristagno morale di un’epoca di crisi. Nel film Mellors interviene effettuando una manipolazione linguistica e visiva, elementi che ama mescolare, mettendo a nudo l’assurdo stesso dell’esistenza (uno sforzo che accomuna l’autore a Camus, Samuel Becket fino a Pasolini). A partire dal film, Mellors ha realizzato stampe digitali dai colori ultra brillanti.

Su alcuni fotogrammi l’artista è intervenuto sconvolgendo il codice binario delle immagini, inserendo alcune parole della sceneggiatura. Il titolo di questi lavori è Sapro_digitalis, che sono il risultato di una deflagrazione dei pixel, un’immagine esplosa montata su tavola. In alcuni casi, inserti di intonaco e vernice spray giocano un contrasto reciproco, producendo un effetto visivo ingannevole che altera la tridimensionalità del quadro. Completa la mostra una struttura di legno e rete, dove è inglobato un video, in bilico tra finzione e realtà, nel quale la protagonista del film e Mellors discutono sulla sceneggiatura in modo critico, aggiungendo elementi o eliminandone altri, sviscerando le dinamiche e le intenzioni del film The Saprophage. Nella nuova serie di lavori, creati appositamente per la Monitor, le due teste parlanti di Hippy dialectics (2010) compaiono come un simbolo stilizzato. L’opera inquietante, che Mellors espose a Venezia (durante la scorsa biennale d’arte), si componeva di due teste robotiche dall’apparenza umana, congiunte da lunghi capelli. In continuità con questo lavoro nelle opere in mostra, le due teste unite compaiono stilizzate: sia trasformate in segno sulle stampe, sia definendo la forma della grande scultura/installazione.

fino al 26 Gennaio 2013

Monitor Gallery, via Sforza Cesarini 43a, Roma

info: www.monitoronline.org

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