Il ritmo dell’immagine

Roma

Antonio Catalani, nato a Roma il 20/06/1988, è arrivato alla sua prima personale tenutasi a Roma lo scorso sabato primo dicembre. Il posto che ha ospitato l’evento è una casa nel centro di Roma adibita a B&b che conserva delle antiche cantine romane, dette anche le cantine del lupo, un tempo vecchi depositi di carbone. La suggestiva location, è stata lasciata così al naturale con la semplice aggiunta delle opere d’arte che si sono poi dislocate lungo la scalinata fino ad arrivare alla sala principale. Così il giovane artista si affaccia adesso al mondo ufficiale dell’arte pur conservando da anni questa passione tramandata da generazioni. Dalla famiglia, che da sempre pratica mestieri e attitudini artistiche, forse arriva il vero imput che lo porta a cominciare a dipingere già dall’età di tre anni. Nessuna scuola e nessun mito da seguire, solo l’istinto che lo porta da sempre ad avere a che fare con tele, colori a olio e collage. La poetica di Catalani è in divenire: dettagli, scomposizione, quadro nel quadro, ogni cosa cerca di perfezionarsi nelle forme e nei contenuti per superare i limiti e avvicinarsi meglio al mondo contemporaneo. Nella presentazione della mostra la critica Laura Turco Liveri afferma: «La pittura di questo giovane, in molti suoi esempi, è un continuo rispecchiamento in parallelo dei diversi macro componenti del quadro; perfino quando cita esplicitamente la declinazione pop e iconica dei soggetti scelti, rimanda comunque la visione ad un meccanismo di frammentazione, quasi il frangersi di uno specchio, che gli consente di ricreare la propria figurazione, la propria intima ricostruzione dei fatti. Anche nelle opere in mostra, realizzate con una più chiara ascendenza pop, persiste la scomposizione di immagini viste, stampate, spezzate, scaricate dal net, e la loro elencazione dinamica sulla quale interviene pittoricamente Catalani a ribadire il ritmo precipuo della composizione».

La mostra ha presentato la raccolta degli ultimi 5 anni, venti lavori in tutto. Non c’è un tema che li accomuna. Catalani procede per ispirazione senza per forza dover dare nome alle cose. Crea sul momento, cambiando idea ripetutamente e non trovando a tutti i costi un titolo per le sue opere, (compito che spesso delega a terzi). Non ha frequentato una scuola e dice di non aver mai osservato troppo  altri artisti per non lasciarsi influenzare da ciò che vede. Potrebbe sembrare un modo un po’ indisciplinato di fare arte, forse è solo più istintivo e sincero. Per i progetti futuri c’è quello di fare una mostra a maggio che possa attirare più addetti ai lavori, per entrare ancora meglio in questo mondo. Questo primo approccio gli ha già fornito la commissione di un paio di quadri. Per il resto seguirà il consiglio di chi gli ha detto: «Guardati intorno, studiando e osservando l’arte, ma non fermarti a due o tre. Vedi tutto quello che puoi, sovraccaricati di modo da prendere il più possibile, così l’effetto che potrebbe influenzarti si annulla ma rimane tutto il resto».