Questo soltanto e nulla più

Myriam Laplante ritorna alla galleria romana Il ponte contemporanea con una nuova installazione-performance che per il suo malcelato nichilismo lascia l’amaro in bocca. Questo soltanto e nulla più è il titolo dell’installazione che si compone da un’accozzaglia di oggetti di diverso genere, statuette in cera e piccoli dipinti a olio, visibile in galleria fino al 12 gennaio 2013. L’artista canadese Myriam Laplante dal 1985 vive e lavora tra Bevagna (PG) e Roma. La sua produzione artistica spazia dalla performances all’installazione, dalla scultura alla fotografia, al disegno. I suoi lavori sono una parodia del mondo, assurda e cinica, malinconica e perturbante, con la caratteristica di coniugare cinismo e derisione, melanconia e perdita di controllo. Crude, mordaci o gravi, le sue messe in scena nascono da una iconografia bizzarra e fantastica. I personaggi da lei creati, come i suoi autoritratti, evolvono in situazioni al limite tra piacere e malessere, tra farsa e tragedia.

In questa occasione, per la galleria il Ponte, l’artista parte da una costatazione non nuova, una questione urgente della società globalizzata e postmoderna in cui viviamo: “In questa epoca di comunicazioni di massa, siamo bombardati da informazioni e ognuno di noi si costruisce un piccolo mondo di convinzioni basato su dicerie, su storie di terza o quinta mano, declamate con fervore da personaggi pubblici o da politici. Spesso queste convinzioni si trasformano in certezze, e da certezze diventano dogmi. Gli integralismi di tutti tipi sono basati su questi dogmi. E tutto questo riposa su cattive interpretazioni di citazioni sbagliate di definizioni errate da fonti anonime. Tutto questo mi spinge in un profondo stato di dubbio permanente”. Lo scetticismo di Laplante ricorda quella lunga tradizione filosofica che parte da Eraclito, passando per gli scettici e Cartesio. Al contrario di quest’ultimo, che cerca una soluzione razionale, Laplante condivide con lo spettatore il suo stato confusionale, dichiarando i suoi dubbi, mettendo pubblicamente in discussione ogni certezza attraverso questa ultima installazione, non meno confusa di lei.

All’origine del percorso in galleria l’artista pone una struttura sospesa a mezz’aria costruita da piccoli bastoncini di legno uniti grossolanamente tra loro tramite un collante rosato. Questa sorta di rete neuronale oltrepassa le barriere architettoniche della galleria per poi poggiarsi su una pila di tomi dell’enciclopedia Britannica (fonte di sapere classico e autorevole), si appoggia poi su di una colonna vitrea (simbolo di fragilità e poca stabilità), come le nostre conoscenze e certezze. Un coniglietto alla parete, uno scarafaggio da analizzare con una lente di ingrandimento, quadretti dal soggetto incerto, ferri di cavallo, protuberanze che fuoriescono dalla parete o penzolano dal soffitto sono gli incidenti di percorso che disturbano la linearità. La struttura di legno svanisce dopo aver condotto lo spettatore al cuore dell’installazione: nella stanzetta, al termine del percorso, si è davanti all’ “oracolo” al quale poter chiedere spiegazioni.

La sera dell’inaugurazione anche l’artista si è inserita all’interno della sua installazione come se fosse una scultura vivente. Pervasa dai suoi dubbi, interroga con assurde domande l’oracolo, un corvo impagliato posto davanti a lei: “Come sono finita in questo buco, sei sicuro che gli integralisti siano più integralisti di te, ci sono mosche brave e mosche cattive, hai letto il tuo oroscopo oggi, il paleolitico era prima o dopo il neolitico, fai elenchi di quello che devi fare, ammazzi i ragni o li accompagni gentilmente fuori, come i ciechi vedono i loro sogni, hai mai ricevuto un bacio di Glasgow, le scoregge ti fanno ridere? Inutile sforzarsi di guardare e tentare di capire oltre ciò che si vede, l’artista lo dichiara subito fin dal titolo: “Questo soltanto e nulla più”.

fino al 12 Gennaio 2013

Il Ponte contemporanea, via di Panico 55-59, Roma

info: www.ilpontecontemporanea.com