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Collezionare il ’900

Bassano del Grappa, Vicenza, ospita una caleindoscopica esposizione che tocca grandi protagonisti dell’arte del XX secolo: Novecento italiano. Tra passione e collezionismo. Quasi 90 opere di 46 tra i più amati artisti. «Il collezionismo è passione, piacere, talvolta ossessione, talvolta investimento – scrive uno dei curatori Annalisa Scarpa – in senso lato è un investimento giocato sulla propria personalità, un investimento intellettuale, una sfida giocata sul proprio gusto, che può appagare e talvolta deludere». Una colossale raccolta che coinvolge grandi collezionisti di tutto il paese.

Un salto nei libri d’arte attraverso emozioni senza tempo trasmesse da capolavori che hanno solcato la storia d’Italia lasciando indelebile una personale visione del momento vissuto, come le famose piazze d’Italia di De Chirico elemento fondante della metafisica, o le opere di Balla di cui la mostra propone tre importanti dipinti che riconducono ad altrettante fasi dell’excursus artistico del pittore villa Borghese dalla finestra del 1908 circa, con la sperimentazione sugli effetti di luce e l’adesione parigina al divisionismo puntinista, linee forza di mare del 1919, e quando? del 1929, in cui è invece maturo il linguaggio futurista elaborato nel ‘18 con il manifesto del colore. Ma anche la natura morta con ortaggi riconducibile alla fase matura dell’estroverso ma nevrotico De Pisis; le opere degli altri artisti italiani residenti a Parigi come Campigli, di cui viene esposto un originalissimo giocatori di scacchi del 1921 dagli schemi geometrici definiti e dalle vaghe suggestioni picassiane. L’anima del Ventennio e in particolare degli anni Trenta è legata a personalità artistiche come Mario Sironi fino al ’40 con Arturo Tosi, Carlo Carrà, Adolfo Wildt.

Non mancano di certo l’enigmatico Ligabue e i lavori di Birolli, con un’opera della produzione estrema della sua breve vita. I concetti spaziali di Fontana, nella sezione del collezionismo bassanese, tra le più geniali rivoluzioni artistiche di tutti i tempi, in dialogo con la spirale di Crippa e i décollages di Mimmo Rotella. Inoltre in mostra autentiche particolarità come un enorme arazzo (2,50×1,85) di Santomaso, una grande maschera teatrale dedicata a Vittorio Morpurgo realizzata nel 1958 in rame tagliato, i papaveri del grande Tancredi prestata per l’occasione proprio dalla collezione di Cardazzo, che aiutò e incoraggiò il fragile artista fin da giovanissimo. E ancora Guttuso, Afro, Turcato, Schifano o Vedova con una delle serigrafie su plexiglas realizzate dal pittore veneziano tra il ‘75 e il ‘76.

fino al 20 gennaio

Museo civico, piazza Garibaldi 34, Bassano del Grappa

info: www.museibassano.it

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