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Il turco Lussurioso

Titolo provocatorio, mostra altrettanto, seppur elegantemente incastonata nella cornice trés bon ton della Académie de France à Rome di villa Medici. Con il lavoro del giovane Patrizio di Massimo e la sua dissacrante serie dal titolo Il Turco lussurioso, si inaugura un ciclo di tre esposizioni, volte ad approfondire il concetto di accademia, a cura di Alessandro Rabottini.

Il progetto espositivo viaggia tra una sarcastica pittura, impregnata di classico e metafisico, e alcuni dettagli di carattere più istallativo. Di Massimo, diplomatosi all’accademia di Brera di Milano, propone un disegno che recupera elementi arcaici, pur se sollecitati da suggestioni contemporanee. Alla base del lavoro vi è un racconto dell’Inghilterra del 1828, The lustful turk, da cui è mutuato il titolo della mostra, considerato dalla critica uno dei primi romanzi di genere popolare; impostata come novella pornografica, la storia racconta di una giovane inglese rapita dal reggente di Algeri, che ne abuserà fino a innamorarsene. La definizione di “turco” sta a sottolineare uno dei molteplici fraintendimenti culturali presentati nel racconto.

Partendo da questi spunti narrativi, l’artista ricerca espedienti convincenti per affrontare temi complessi quali l’incontro-scontro tra culture diverse, in particolare quella europea e quella africana, dove il corpo nero maschile, viene stereotipato quale simbolo della forza bruta e carnale, mentre il bianco femmineo, è idealizzato e feticizzato quale rovina classica. Una pittura ammiccante, dove non mancano citazioni e ispirazioni, tanto nella composizione scenica, richiamate De Chirico e Carrà, quanto nell’illustrazione grafica talvolta ben echeggiante Grosz e Schiele. Un sornione accostamento alle opere di puff e sipari in pesante velluto, frazione la narrazione pittorica, creando un percorso scenico di impostazione meta-teatrale.

fino al 16 dicembre

Accademia di Francia, viale della trinità dei monti, 1 Roma

info: www.villamedici.it

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