Il principio della forma

È stata una vita brevissima ma intensa quella del gruppo Origine fondato a Milano nel 1950 da Mario Ballocco, Alberto Burri, Giuseppe Capogrossi ed Ettore Colla e conclusasi già l’anno successivo. Fu il milanese Mario Ballocco, di fatto l’organizzatore, a concepire l’ispirazione di creare un gruppo di artisti che rappresentasse una sorta di terza via agli agguerriti eserciti contrapposti degli astrattisti e dei realisti. Pochi mesi di vita ma sufficienti a tracciare la storia di quattro maestri dell’arte italiana del secondo dopoguerra, chiamati a condividere la poetica dell’origine, così come fu teorizzata da Ballocco nell’articolo-manifesto pubblicato nelle pagine della rivista Az arte d’oggi dove l’autore distingue il proprio movimento distaccandosi dal “percorso storico dell’astrattismo, avvertito ormai come problema artistico risolto e concluso, […] sempre più orientato verso la compiacenza decorativa”.

Era il 15 gennaio del 1951, quando s’inaugurò la prima e ultima mostra del gruppo Origine a Roma, di cui rimane testimonianza nel piccolo catalogo di sole dodici pagine. Per l’occasione i quattro autori riprodussero ciascuno tre opere del 1950, rappresentative della loro più recente sperimentazione. Curioso ricordare come nelle didascalie del libro non erano riportati i titoli delle opere, bensì i materiali di realizzazione: pittura a olio per Ballocco, catrame per Burri, olio e tempera per Capogrossi e smalto per Colla. La sede prescelta per questa esposizione fu una vera e propria galleria privata, ovvero le stanze seminterrate dell’abitazione di Ettore Colla. Singolare storia di un quartetto, oggi raccontata al palazzo della Permanente di Milano con la mostra All’origine della forma curata da Daniele Astrologo, Paolo Bolpagni e Ruggero Montrasio.

L’esposizione propone un’ampia panoramica sulla breve e intensa parabola del gruppo Origine e se da una parte ricostruire il rapporto tra i quattro artisti, stabilendo relazioni tra le opere in modo da evidenziarne analogie e differenze, dall’altra intende dimostrare come la poetica del gruppo, prosegua in ciascun artista anche dopo lo scioglimento. In esposizione, oltre a una ricca documentazione, quaranta opere, provenienti da collezioni pubbliche e private e selezionate dal comitato scientifico della mostra, composto da Daniele Astrologo, Raffaele Bedarida, Paolo Bolpagni, Alberto Ghinzani, Ruggero Montrasio, Stefano Roffi e Volker Feierabend.

fino al 27 gennaio

Palazzo della Permanente, via Filippo Turati 34, Milano

info: www.lapermanente.it

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