Index, Hanne Darboven

Hanne Darboven è una delle più rilevanti figure dell’arte concettuale mondiale. La galleria P420 di Bologna dedica a questa artista la retrospettiva Index, curata da Miriam Schoofs, in collaborazione con la Hanne Darboven foundation di Amburgo. Sono esposti alcuni lavori realizzati tra gli anni ‘70 e la metà degli anni ’90, oltre ad alcuni tra i suoi più significativi libri d’artista, per i quali lei stessa amava definirsi scrittrice prima ancora che artista.

Logico ed enigmatico al tempo stesso, il suo lavoro è fatto di segni, parole, numeri, calcoli. Ecco come lei stessa descrive il proprio lavoro: «Uso i numeri perché questo è un modo per scrivere senza descrivere. Non ha nulla a che vedere con la matematica. Proprio nulla. Scelgo di usare i numeri poiché sono così stabili, limitati, artificiali. I miei sistemi sono concetti numerici, che lavorano in termini di progressioni e/o riduzione, in qualche modo simili ai temi con variazioni in musica. Mi piacciono i mezzi più umili e meno pretenziosi, perché le mie idee si fondano su loro stesse e non sul materiale; è la natura stessa delle idee a essere non materiale».

Le sue idee sono come flussi di pensiero inarrestabili che prendono forma in una necessità quasi compulsiva di scrivere, di tracciare, di fare ordine e di ridurre tutto all’essenziale. Il risultato è un arte ossessionata, compulsiva, logica e onirica. Il suo lavoro si può inscrivere in quella tendenza tipica degli anni ’60 e ’70 alla dematerializzazione dell’arte teorizzata tanto da Lucy Lippard quanto da Sol Lewitt, alla riduzione dell’espressione artistica ad un’idea razionale, indipendentemente dalla sua concreta realizzazione.

fino al 12 gennaio

Galleria P420, piazza dei Martiri 5/2 a Bologna,

info: www.p420.it