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I numeri di Artissima

Si è conclusa la diciannovesima edizione di Artissima, che quest’anno ha riservato al pubblico non poche sorprese. L’Oval Lingotto di Torino ha ospitato, come per le scorse edizioni, la rassegna d’arte contemporanea più importante d’Italia, facendo accorrere nel capoluogo piemontese un gran numero di appassionati e addetti ai lavori. I numeri di quest’anno sono incoraggianti a vari livelli. Questi mostrano infatti come la crisi che tutto il mondo economico sta vivendo da qualche anno abbia risparmiato per l’occasione il progetto del neo direttore Sarah Cosulich Canarutto.

Oltre 600.000 gli euro investiti in acquisti dalla fondazione Crt per l’Arte contemporanea nei primi due giorni di apertura; 50.000 l’ammontare della stima dei visitatori paganti nella quattro giorni della manifestazione; 10.000 i visitatori del circuito parallelo alla fiera (It’s not the end of the world, dislocata in diverse sedi private e istituzionali, Artissima lido, La notte delle arti contemporanee); 900 gli artisti presentati al pubblico; 172 le gallerie che hanno esposto nell’Oval, di cui 53 italiane e 119 straniere; 38 gli stand di art magazines, progetti editoriali e bookshops; 2 i premi assegnati agli espositori.

Il pubblico attento ha potuto godere di una selezione artistica di altissima qualità: dalle proposte della Lisson a quelle di Limoncello, da Franco Noero alla Sprovieri, fino ad arrivare alle proposte di gallerie brasiliane, cinesi, guatemalteche, islandesi, marocchine e israeliane, l’impressione era di generale soddisfazione da parte dei galleristi, che quest’anno sono riusciti a vendere mediamente almeno un paio di pezzi per stand. Affascinante la scelta dei team curatoriali incaricati di assegnare i due premi critici: premio Guido Carbone , destinato alle gallerie New entries e il premio Illy Present future sono stati consegnati rispettivamente (e inaspettatamente) alla galleria estone Temnikova & Kasela e alla triade composta da Vanessa Safavi (galleria Chert, Berlino), Santo Tolone (galleria Limoncello, Londra) e Naufus Ramírez-Figueroa (galleria Proyectos Ultravioleta, Guatemala City). Interessante infine il programma di incontri, talks e presentazioni editoriali in vari punti di raccolta dell’Oval, che hanno aggiunto un po’ di poesia, romanticismo e umanità ad un appuntamento che rifugge – almeno nei presupposti – dall’essere un semplice supermercato dell’arte.

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