Spazi

La forma delle città

Siamo noi a dare forma alla città o è la città a darci un forma? Otto designer internazionali e altrettanti progetti tentato di trasformare i contesti della nostra quotidianità, senza modificarne l’essenza ma provando a rivoluzionarne il confort. La mostra Shape you life, visibile fino al 18 novembre, al Maxxi di Roma è frutto del confronto e della collaborazione tra il museo e l’azienda Alcantara (sponsor Maxxi archietettura). La mostra curata da Domitilla Dardi (design curator Maxxi architettura), e Giulio Cappellini (art director Alcantara) vuole promuovere la ricerca di giovani talenti del design contemporaneo. I progetti a cui hanno dato forma i diversi designers sono habitat accessoriati nei quali è possibile entrare. Si tratta di idee per alcuni versi provocatorie, buffe o azzardate pensate per migliorare la qualità del tempo che passiamo in alcuni “scenari dell’abitare nomade”.

Sebastian Herkner (Germania) nel progetto Rocker, ha realizzato una postazione da lavoro: sedute che modificano il loro aspetto (aggiungendo o togliendo dei componenti) per offrire delle soluzioni personalizzate. Lanzavecchia + Way (Italia & Singapore) hanno pesato all’abitacolo di un’automobile, il luogo dove ormai si trascorrono numerose ore di vita, a causa del sempre crescente traffico metropolitano. Home sweet car permette di sfruttare al meglio l’abitacolo della macchina trasformandolo in uno luogo maggiormente confortevole nel quale è possibile dormire o rilassarsi isolandosi. Mischer’ Traxler (Austria) è intervenuto sul sedile di un mezzo pubblico, tenendo presente le diverse esigenze e peculiarità caratteriali di ogni viaggiatore di un treno. La panchina di un parco, è stata mal ripensata dal collettivo Society of Architecture (Korea). Matteo Zorzenoni (Italia) ha riconcepito il contesto pubblico di un bar o di un ristorante, creando tramite dei separè un ambiente più intimo e confidenziale.

Vittorio Venezia (Italia) ha realizzato un lettino da spiaggia come se ci trovassimo in un isola in mezzo al mare sotto. Un ombrellone che modula la luce solare per dare la sensazione di essere sotto un cielo stellato. Il collettivo paradisiartificiali (Italia), è intervenuto sulle morbide poltrone del cinema o teatro a partire dall’idea di condivisione di un momento fortemente emozionale, come quello offerto da un film o da uno spettacolo teatrale. Le classiche singole sedute del cinema sono accoppiate simbolicamente da un involucro a cuore, poggiato sullo schienale, che avvolge lo spettatore offrendogli una comoda tasca e un appendiabiti. Mana Bernardes (Brasile) ha realizzato, invece, una postazione di lavoro sui generis: un amaca al posto di una sedia per stare distesi nel momento fluido della connessione internet, forse con il rischio di addormentarsi. Comune denominatore dei progetti: il colore e la morbidezza (le caratteristiche proprie del tessuto vellutato Alcantara); rispondere alle esigenze di funzionalità; considerare i multi sfaccettati stati emozionali umani.

fino al 18 novembre

Maxxi, via Guido Reni 4 A, Roma

info: www.fondazionemaxxi.it

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