Le rovine non sono malinconia

La sede milanese della galleria Lia Rumma presenta la mostra Der fruchtbare Halbmond / La mezzaluna fertile, personale dell’artista tedesco Anselm Kiefer. Un rinnovato studio della storia questa volta orientato a un passato remoto legato alla terra delle origini e a quell’area detta Mezzaluna fertile geograficamente situata dall’antico Egitto alla Mesopotamia. Ancora rovine quindi, ma non a testimonianza di una distruzione umana, bensì in memoria della nascita di una civiltà. Non è la nostalgia ad animare la sua ricerca, quanto il bisogno di interrogare quel mondo, conoscerne i suoi regni, le sue città e la materia fragile delle sue architetture.

Nei paesaggi argillosi e fangosi che aprono la mostra Kiefer restituisce frammenti di passato all’uso dei nostri pensieri. Appare chiara, nei tre lavori intitolati alla Mezzaluna fertile, la straordinaria capacità dell’artista di catturare, la rinnovata energia che si sprigiona in quel mondo babelico insieme al valore assunto dalla dispersione e dal caos. Ne è ulteriore testimonianza la suggestiva scultura Bavel balal mabul una vecchia macchina tipografica dalla quale fuoriescono lingue di piombo che corrono in ogni direzione, generando un’eco prolungata e inarrestabile di immagini. Alcuni degli episodi chiave del libro della genesi – la Torre di Babele, la confusione delle lingue, il diluvio – sono in quest’opera sintetizzati già onomatopeicamente nel titolo delle scultura e si offrono come paradigmi di una creazione tout court, della nascita del linguaggio e della ricchezza delle differenze.

O ancora, i lavori della nuova serie The shape of ancient thought, svelano ombre inaspettate intese tra tempi e pensieri solo apparentemente distanti. Le affinità tra la filosofa greca presocratica e la sapienza indù, indagate da Thomas McEvilley in un saggio del 2002, prendono forma e si presentano come velari di piombo su cui immagini fotografiche di templi greci e templi indiani si confondono. Anselm Kiefer nasce nel 1945 a Donaueschingen, Germania e dal 2007 vive e lavora a Parigi. Le sue opere sono esposte nei più importanti musei del mondo e nelle più prestigiose collezioni private. Nell’ottobre del 2007 tre dei suoi lavori sono entrati a far parte delle collezioni del Louvre. Nel 1999 ha ricevuto a Tokyo, dalla Japan Art foundation, il Praemium imperiale award e nel 2008 il Peace prize della Fiera del libro di Francoforte, assegnato per la prima volta a un artista. Nel 2010 gli è stata assegnata la cattedra di Création artistique al Collège de France.

fino al 24 novembre

Galleria Lia Rumma via Stilicone 19, Milano

info: www.liarumma.it