Francesca de Angelis prosegue la strada aperta dalla pittura espressionista nel dopoguerra, ma lo fa negli anni Zero. Francesca de Angelis è un’artista dell’immaginario e quindi teme anche il minimo contatto con la mimesi. La libertà ostentata dal colore e dalle forme dell’arte Informale di Francesca de Angelis è esposta dal 30 ottobre al 24 novembre alla galleria Minima di Roma, in via del Pellegrino. Le forme del tutto mentali dell’artista classe 1979 sono in controtendenza rispetto agli standard nazionali contemporanei: l’esplosione del colore e l’immaginario vibrante che attinge il giusto dalla realtà la rendono davvero unica nel suo genere.
L’impeto emotivo le permette di realizzare composizioni coinvolgenti legate alla tradizione mitteleuropea per rappresentare e sublimare pensieri e tensioni moderne. Che cosa significa, allora, per Francesca de Angelis, fare una scelta informale negli anni Zero? “Significa rivendicare la sopravvivenza della pittura proprio attraverso l’esibizione della pittura stessa, una pittura che si risolve nel dionisismo della materia-colore. Nello stesso tempo l’artista dice la sua sulla “questione Italia”; la sottocultura dominante, infatti, è falsamente barocca perché, al suo interno, è miserrima e disumana.” scrive Roberto maria Siena.
fino al 24 novembre
Galleria Minima Via del Pellegrino 18, Roma
info: [email protected]


