Il Terzo Paradiso di Pistoletto

«Il Primo Paradiso rappresenta la vita sulla Terra regolata dalla natura. Il Secondo è il paradiso artificiale costruito dall’uomo come minaccia verso il primo e il Terzo Paradiso significa il passaggio a un nuovo livelli di civiltà planetaria indispensabile per assicurare al genere umano la sopravvivenza». Così Michelangelo Pistoletto descrive in una nota le caratteristiche del suo Terzo Paradiso: una personale interpretazione del simbolo dell’infinito e delle sue straordinarie potenzialità. Terzo Paradiso è anche il titolo della mostra che inaugura oggi a Roma, curata da Achille Bonito Oliva: un’esposizione visibile fino al 6 gennaio, che coincide con la riapertura dopo dieci anni del Mitreo delle terme di Caracalla e che ripropone ancora una volta il segno, chiuso ma allo stesso tempo aperto, già da lui sperimentato fin dal 2003 in altre installazioni non solo in Italia (celebri i tre cerchi ad Assisi disegnati attraverso gli olivi) ma anche in Europa. Sul prato, incorniciato dalle vestigia romane, campeggia il grande simbolo che richiama all’eternità formato da una sequenza di grandi massi carichi di storia visto che le pietre sono state tutte trovate sul posto a Caracalla e riassemblate in tre giorni. Una sorta di virtuoso riciclaggio, fisico e temporale, che «rappresentando un segno archetipo, progetta il passato, riducendo ogni distanza storica, affronta il presente e cavalca ilo futuro», secondo le parole del curatore Abo.

L’altra proposta espositiva in contemporanea che vede come protagonista sempre l’artista biellese, è visibile alla galleria Ram radioartemobile con tre grandi sculture dalla serie Arte dello squallore, 1985-1986 raccolte nel ciclo espositivo Promemoria II. Promemoria nasce dalla volontà di mostrare oggi opere realizzate in occasioni espositive specifiche e distanti nel tempo e create per la mostra nella galleria Pieroni nel marzo 1986, momento in cui l’artista abbandona la sua fase di sonno leggero (1981-1984) per abbandonarsi a un sonno profondo (1985-1988), in cui la material è volume che assorbe energia. Info: www.radioartemobile.it

Terme di Caracalla, fino al 6 gennaio

Galleria Ram radioartemobile

Via Conte Verde n.15, Roma fino al 21 dicembre