Turner prize, i vincitori

Gli artisti selezionati per il Turner prize sono presentati tramite un’esposizione alla Tate Britain di Londra attraverso alcuni loro lavori. Il prestigioso concorso, istituito per la prima volta nel 1984, premia i miglior artisti britannici – sotto i cinquant’anni – che si sono distinti per una mostra. Gli artisti di questa edizione sono: Spartacus Chetwynd, Luke Fowler, Paul Noble e Elizabeth Price. Nominata per aver esposto alla galleria Sadie Coles HQ di Londra, con la mostra personale dal titolo Odd Out del 2011, Spartacus Chetwynd (1973) si distingue per un lavoro capace di combinare insieme in modo originale fonti storiche e culturali: dalla storia dell’arte alla letteratura, dal cinema alla televisione. Nelle sue strambe performance dal vivo, dallo stile carnevalesco e per le quali l’artista crea vestiti e scenografie, vengono infranti i limiti tra spettatore e partecipante. I visitatori sono invitati a presentarsi a un oracolo per conoscere le loro azioni future o ad assistere a uno spettacolo di marionette ispirato alla storia di Gesù e Barabba. Ma, nonostante il tono irriverente di queste rappresentazioni, i suoi lavori fanno perno su temi legati all’economia e alla condizione finanziaria, interessi derivati da ricerche che l’artista ha svolto nel campo della storia.

Di Luke Fowler (1978) è esposto il film All divided selves 2011, che presentò allla galleria Inverleith house di Edinburgo. In questo lavoro si ripercorrono le idee dello psichiatria scozzese RD Laing (1927-89) e il loro retaggio culturale. Il film riunisce insieme un collage denso di materiale d’archivio, in cui lo spettatore diventa testimone involontario di sedute psichiatriche. Inoltre Fowler propone una serie di dittici fotografici, Two film frame (2006), che ricordano il montaggio in sequenza. Generalmente nei suoi lavori video l’artista esplora regole sociali, convenzioni, norme e pratiche disciplinari che soggiacciono alla società contemporanea, messe in atto allo scopo di emarginare le minoranze che vivono ai suoi confini.

Sono incantevoli i microcosmi disegnati a matita da Paul Noble (1963), che sono stati precedentemente esposti nella sede londinese della prestigiosa Gagosian gallery. Alla Tate figurano i lavori, parte di un elaborato e ampio progetto, dove è rappresentato il luogo immaginario di Nobson Newtown. Si tratta di disegni di una scrupolosa e raffinata precisione, a partire dalla serie Paul’s palace (1996), fino ai disegni più recenti e di più ampie dimensioni. I suoi lavori monumentali si compongono intorno a una parola disegnata al centro: le lettere, prendono diverse forme architettoniche che racchiudono all’interno una complessa rete di narrazioni visive dominate dall’ironia. Nei disegni di Noble si alternano geometrie e sinuosità, razionalità e fantasia. Accanto a essi, in mostra, sono collocate sculture in marmo maculato, bianco e nero, che riecheggiano alcune delle forme presenti all’interno dei suoi minuziosi disegni.

Elizabeth Price (1966) presenta la sua video installazione The woolworths choir of 1979 (2012) che ha mostrato in occasione dell’esposizione personale Here al Baltic center of contemporary art di Gateschead (Regno Unito). Il video è composto di tre parti e unisce insieme differenti generi di immagini in un assemblaggio discordante: fotografie di interni di chiese; clip internet di performance pop; riprese di un incendio in un famigerato reparto della fabbrica di mobili Woolworths avvenuto nel 1979. L’artista quindi intreccia tra di loro materiali di archivio tra testo, immagine e suono, creando una video installazione che oscilla tra la storia sociale e la fantasia. Il suono prodotto dallo schiocco delle dita e l’applauso incalzano il ritmo della narrazione; sono l’elemento di unione, il filo rosso che unisce le differenti sezioni di cui è composto il lavoro. Bisogna riconosce al Turner prize il merito di contribuire a far accrescere l’interesse pubblico per l’arte contemporanea. Obbiettivo primario del premio, infatti, è promuovere la discussione sui nuovi sviluppi dell’arte contemporanea britannica. Dunque, proprio in linea con questo, la scelta di decretare e premiare il vincitore, giudicato da una giuria di tecnici internazionale, durante un programma televisivo che sarà in onda su channel 4 il 3 dicembre prossimo.

fino al 6 gennaio 2013

Turner prize, Tate Britain Millbank SW1P 4RG, Londra

info: www.tate.org.uk