Personaggi

Robert Wilson, Voom portraits

La mostra Ritratti del drammaturgo, scenografo e regista americano Robert Wilson (Waco, Texas, 1941) porta all’interno delle sale barocche di palazzo Madama, una ricca selezione degli altrettanto barocchi Voom portraits realizzati a partire dal 2004. Si tratta di ritratti filmati che ricalcano lo stile meccanicamente lento e ripetitivo con il quale Wilson ha forzato i limiti tradizionali del teatro. Elegantissimi animali e star di Hollywood riempiono gli schermi disseminati tra i dipinti secenteschi della dimora reale realizzando in pieno quella dimensione di inquietante e perturbante spaesamento teorizzato compiutamente da Freud nei primi anni del Novecento, ma di cui già i filosofi romantici e idealisti avevano colto l’ombra.

La ripetitività è un aspetto fondamentale dell’opera di Robert Wilson ed è palese fino all’estremo quando si ha di fronte l’attore Steve Buscemi nelle vesti di un sadico macellaio dietro a un quarto di manzo, in cui si sommano piccoli movimenti ossessivamente ripetuti che sembrano dover sfociare in un crescendo che non arriva mai e che proprio per la sua assenza diventa ancor più inquietante, accompagnato dal sottofondo di organetto e dalle tinte verdi e fredde da obitorio. È la staticità generale a rendere maggiormente insostenibili le poche azioni che Wilson decide di regalarci. Accostare un filmato in cui il viso impellicciato di Johnny Depp rimane fermo sullo schermo per nove minuti a un altro in cui un’irriconoscibile Isabella Rossellini muove gli occhi senza sosta e sfoggia sorrisi isterici da bimba serial-killer, non fa che accentuare ulteriormente la ripetizione senza soluzione di continuità di questi gesti assurdi e l’atmosfera perturbante dell’intero allestimento.

Con questa personale Robert Wilson si dimostra un maestro dell’uso della luce, del suono, dei colori e dello spazio, dotato di un’innata capacità di creare un personaggio vivo, con una storia, grazie a pochissimi accorgimenti apparentemente semplici. Basta una filastrocca di sottofondo e un paio di calzini bianchi di spugna per tramutare Brad Pitt in un uomo segnato a tal punto da un dolore, un tradimento o un’ossessione amorosa, da farlo diventare vendicativo. Quando, con estrema lentezza, alza la pistola stretta nella mano destra, chiunque tra gli spettatori non può fare a meno di aspettarsi il peggio. Al primo spruzzo d’acqua si sentono i sospiri di sollievo, ma nessuno è riuscito realmente a scrollarsi di dosso quell’avvolgente sensazione di inquietudine.

fino al 6 gennaio 2013

palazzo Madama, piazza Castello, Torino

info: www.palazzomadamatorino.it

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