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Trailer film fest

Su youtube, per numero di visite, dopo le notizie e i video ambientali (ed evidentemente prima del porno) ci sono i trailer cinematografici. I motivi possono essere molti, tipo: vedere quando esce il film, vedere se il fim sembra un bel film o ascoltare la voce (profonda) del tipo che racconta, ma la verità, il motivo, è che i trailer sono fra le cose più belle che l’uomo si sia mai inventano. Non stupisce dunque che siano molti i festival che lo prendono in considerazione e premiano i loro montatori. Catania, per esempio, per la decima volta diventa teatro del trailer film fest, una manifestazione che smuove una doppia giuria per premiare il lavoro migliore dell’ultimo anno. Pubblico e critica votano il loro trailer preferito per ognuna della tre sezioni previste, Italia, Europa e mondo.

Molti sono i trailer in concorso da This must be the place a Benvenuti al Nord, poi Marilyn, Quasi amici, The artist e praticamente tutto ciò che di valido (o quasi) è passato per le sale dall’agosto del 2011. I lavori così presentati perdono la loro funzione originale, creati fondamentalemente per convincere le persone a vedere il film, come del resto spiega bene la parola trailer (dall’inglese: rimorchio), e acquistano una nuova dimensione, che non è più commerciale, che non è più legata al film, ma neanche qualcos’altro. Il trailer insomma si comporta come la cornice con la tela con l’unica differenza che questa è molto più noiosa.

E se il film è la vita con le parti noiose tagliate via, allora il trailer è il film con le parti più brutte lasciate fuori, un condensato di bellezza dal tempo variabile che a ben vedere non ha un senso preciso (soprattutto se non deve convincere nessuno a vedere la pellicola) e che si impone nel festival come l’art pour l’art, niente di più. Immagini, musica e parole si fondono in un condensato omogeneo che altro non è che brandelli del film rimpastati ad hoc. Un arte strana, insomma, che si fonda sul frammento, un collage dadaista che dura come una haiku, forse due. E diciamolo, spesso il trailer è più bello del film. Ecco, l’abbiamo detto.

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