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Notizie lievi per Bulgini

Notizie lievi è la retrospettiva dell’artista Antonello Bulgini al museo Canonica di Roma a cura di Claudio Libero Pisano e Fabrizio Pizzuto. Bulgini è nato a Taranto ed è venuto a mancare prematuramente a Roma il 23 giugno 2011. Il titolo della mostra richiama il nome del suo olio su carta Ci dispiace, non abbiamo notizie lievi, carico di qualità luminosa intrinseca e sottilmente drammatico. Ma “lieve” era il suo carattere, il suo modo di approcciare alla vita e all’arte. Spesso si ispirava a Fernando Pessoa per titolare i suoi quadri, come in La luce intesse di ombre e ustioni, e i titoli che sceglieva sono parte integrante del dipinto, fanno viaggiare lo spettatore.

Le sue creazioni sono caratterizzate da una fantasia vivace, come Autoritratto del 2008, realizzato con la tecnica dell’olio e incisione su acciaio, in cui ha deviato l’immagine verso una trasformazione esemplare; altre volte è stato il lato interiore ad emergere, e ancora una irrefrenabile ironia che lo portava ad attraversare i confini della storia dell’arte. Così, era spesso attratto da grandi artisti del passato, nel suo lavoro si svolgevano continue citazioni dichiarate: Beato Angelico, Velasquez, Bacon, Bulgini metabolizzava e ri-generava. Influenzato anche dall’art brut si evince un’espressività, a tratti, declinata nel gusto per il grottesco. La sua anima artistica viveva poi di elementi surreali alimentati dalla sua fantasia che si esplicavano negli accostamenti più impensabili come in Materia oscura e deviazione della luce, dove, davanti a un paesaggio, una lampadina con fili elettrici può far pensare ad un fiore. Un ritratto ispirato ad Antonello da Messina è diventato il quadro Iafet, che ha avuto una genesi particolare: il figlio di quattro anni di Bulgini ha scarabocchiato e disegnato la scritta “Iafet” sul dipinto che così ha preso il nome di uno dei figli di Noè: il gioco è entrato a pieno titolo nell’arte come da tradizione novecentesca.

Antonello non ha avuto un percorso preciso in cui si possono canalizzare periodi definiti, ma realizzava quadri di diversa natura nel momento in cui si trovava davanti all’opera. L’artista si è diplomato nel 2004 all’accademia di Belle arti di Monaco di Baviera in Germania, da qui la relazione fra arte italiana e tedesca, soprattutto l’espressionismo, presente nel suo lavoro. In Germania i suoi professori sono stati Axel Kassebhömer e Sean Scully. Numerose le personali e le collettive in Italia e all’estero. La seconda parte del progetto espositivo continuerà al museo Ciac vicino Roma, a gennaio.

fino 4 novembre

Museo Pietro Canonica a villa Borghese, viale Pietro Canonica 2, Roma

info: www.museocanonica.it

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