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Non chiamatele icone

Icons, una mostra personale di Gabriele Bonato, è il nuovo progetto di Lipanje Puntin arte contemporanea. La scelta artistica si concentra sulle peculiarità dell’immagine e sulla sua perfezione formale. Il risveglio e un’apertura verso il simbolo-icona, che si prefigura come un viaggio nell’inconscio collettivo costituito da realtà assolute e infinite contraddizioni. Una ricerca nel lessico delle traduzioni visive osservando opere che richiamano il coerente senso di reale accostato del non-vero.

Domande nate per risposte dove non è possibile percepirne il senso compiuto. Il linguaggio delle immagini è evocativo, profondamente indeterminato nella sua perfezione, dotato di segni che assumono valore simbolico in relazione al significato che l’osservatore sa conferire. Nato a Palmanova, Udine, nel 1980, dopo personali scoperte artistiche, vince premi street art e partecipa e diverse realtà di spessore come nel 2010 Trieste museo d’arte moderna Ugo Carà, mostra collettiva Unnatural-nature. Il 2009 lo vede selezionato tra le cento opere per il catalogo del premio Celeste o ancora, ad esempio, il Chelsea art museum, New York, lo espone tra le 16 opere vincitrici del “premio terna 01″.

L’artista, oggi, decide di rovesciare la nostra percezione di icona rappresentandola in situazioni paradossali, al limite della fantasia surreale, cercando di conciliare il mondo esteriore con quello interiore. Un precario equilibrio tra assurdo e reale, come nella senza-tempo ricerca del rapporto tra bene e male, ragione e follia.

fino al 29 settembre

Lipanje Puntin arte contemporanea, via Diaz 4, Trieste

info: www.lipanjepuntin.com

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