Mi votu e mi rivotu

Il legame tra le città di Torino e Palermo ha una storia lunga mezzo secolo, iniziata e consolidata dall’ondata di migrazioni verso il Nord, verso la Fiat, scaturita dal boom economico degli anni Sessanta. Con la recente crisi, ma in fondo anche prima, il capoluogo piemontese ha dovuto attuare una metamorfosi drastica, trasformandosi da polo industriale a città all’avanguardia in ambito cultura e artistico. Tuttavia la migrazione dalla Sicilia non è sfiorita, ha soltanto cambiato faccia, adeguandosi a quella nuova torinese, sottolineando quella che, forse, è una vera e propria affinità elettiva tra le due città, così distanti geograficamente l’una dall’altra.

Nel settembre 2010 era stata la mostra Palermo love ? a portare in terra sabauda creazioni partorite in quella siciliana. Ora, il Temporary art cafè, in collaborazione con l’associazione culturale Azimut, dedica i suoi spazi alla mostra Mi votu e mi rivotu. La mostra, a cura di Tiziana Pantaleo, deve il suo nome al titolo di una delle più belle canzoni d’amore della musica popolare siciliana, la più ascoltata nel repertorio di Rosa Balistreri, ma che veniva cantata in molti paesi della Sicilia, presumibilmente già nel 1870. La traduzione letterale del titolo in “girarsi e rigirarsi”, per quanto indice dell’irrequietezza culturale e creativa che contraddistingue tutte le opere delle undici artiste che compongono la collettiva, non è sufficiente a coglierne il significato integrale.

“Nella tradizione siciliana, mi votu e mi rivotu è uno struggente canto d’amore, un grido scritto su quel lenzuolo, che con incondizionata passione dà voce a quei grovigli – si legge nella nota stampa – È con questo senso che il votarsi dialettale si congiunge al votarsi letterale della lingua italiana. Una moltitudine di accezioni che forse meglio spiegano quel fremito protagonista di queste righe”. Una moltitudine di accezioni che si traducono in altrettante forme espressive che toccano l’intera gamma di linguaggi dell’arte contemporanea, tutte contraddistinte da una sensibilità e una passione tipicamente femminili che danno forma a una mostra coinvolgente, nata “in situ”, nei suggestivi vicoli di Sciaccia, ma che anche dopo la migrazione negli spazi torinesi mantiene il suo calore.

fino al 26 agosto

TAC Temporary art cafè piazza Emanuele Filiberto 11, Torino