Per questo progetto Stefano Arienti è partito dall’idea del piacere della conoscenza. Mentre al teatro La fenice il tema si esprime attraverso un’apertura verso il pubblico, nella mostra a palazzetto Tito l’artista privilegia l’aspetto intimo e quotidiano della conoscenza. I libri distribuiti in due stanze di palazzetto Tito si possono toccare e sfogliare. Altrove troviamo tappeti originali persiani tinti di rosso dall’artista, che ricoprono interamente il pavimento; un grande tavolo, con ceramiche realizzate insieme ai suoi studenti dell’Università IUAV, e divani, tutti elementi che alludono a una dimensione privata e quotidiana della conoscenza, ma anche a quella che avveniva nei salotti degli antichi palazzi veneziani. Nel salone centrale le copertine dei CD di musiche provenienti da tutto il mondo, alternate ad alcuni loro involucri vuoti, creano la visione di una geografia del mondo i cui confini sono determinati da suoni che si rincorrono. Si tratta di materiale che proviene da una costante ricerca condotta da Stefano Arienti per una infinita collezione di musiche.


