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Informazioni dal fronte

All’interno della mostra Addio anni 70 inaugurata lo scorso 30 maggio a palazzo Reale e importante approfondimento sull’editoria d’arte ma anche sulla produzione di libri d’artista è l’esposizione Episodi dell’arte a Milano. Libri d’artista ed editoria negli anni Settanta. 1969 – 1980 una storia dell’arte raccontata attraverso il medium cartaceo e curata da Giorgio Maffei, promossa dal comune di Milano, da palazzo Reale e dal Museo del Novecento che la ospita nelle sale degli archivi e che resterà aperta fino al 2 settembre con ingresso gratuito. La complessa storia artistica della Milano di quegli anni è qui sviluppata attraverso i soli materiali cartacei, alcuni con autonoma dignità di opera d’arte e altri come semplice documentazione storica e culturale di straordinaria qualità grafica e impatto visuale. Negli anni Settanta, spiega Maffei «la trasversalità delle discipline ha percorso arti figurative e poesia sconfinando disinvoltamente nella musica, nel design, nell’architettura e nella sociologia politica».

La poliedricità dei documenti qui raccolti vuole rendere testimonianza di tutte queste applicazioni: libri d’artista, manifesti e riviste d’arte ufficiali o rappresentative della controcultura, fotografie, dischi d’artista e infine saggi, cataloghi o inviti a mostre, in un insieme di spinte all’innovazione stilistica con una tendenza a radicalizzare o sovvertire i temi, le convenzioni, le forme; a quel carattere militante che le riviste ricoprono e alla loro funzione di informazione dal fronte è affidato il ruolo di registratore delle contese politiche e culturali del decennio. Il percorso espositivo ripercorre alcuni temi fondamentali, a partire dal Radical design una pratica professionale a favore di un progetto utopico che trova nell’arte figurativa un naturale corrispettivo. Lo stesso processo investe il Cinema che, nelle sue espressioni arditamente sperimentali, esce dalle sale cinematografiche per entrare nelle gallerie d’arte.

Gli anni Settanta sono anche il momento dell’assunzione delle responsabilità sociali che spesso precorrono i linguaggi dell’arte attraverso l’ala creativa della controcultura con materiali visuali di bassa qualità tecnica ma di enorme impatto comunicativo. Una raccolta di testimonianze di quegli anni in cui gli artisti tendevano ad appropriarsi di ogni occasione per far produrre, o spesso auto-produrre, stampati con la consapevole ambizione di fermare le idee e definire i confini teorici del proprio operato: spariscono le deleghe e ogni autore controlla l’intero processo, progetta il suo libro, disegna il suo manifesto o cura la sua rivista.

fino al 2 settembre

Museo del Novecento, via Marconi 1, Milano

info:www.museodelnovcento.org

 

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