Spazi

L’hic et nunc di Gormley

L’attenzione di galleria Continua per la ricerca artistica di Antony Gormley persiste. Il 29 aprile scorso inaugura la nuova personale dell’artista nella sede italiana di San Gimignano. Vessel è il titolo del progetto culminato nella realizzazione di un’opera site specific per la sala dell’ex cinema/teatro del borgo medievale toscano. La mostra, visibile fino al 20 agosto, corre parallela a quella nella sede espositiva della galleria a Le moulen, nella campagna parigina, dal titolo Space station and other instruments.

Vincitore del Turner prize nel ‘94, Antony Gormley (Londra, 1950) è un artista largamente riconosciuto non solo in Inghilterra, dove si inserisce nel panorama artistico a cavallo tra gli anni ottanta e novanta, ma anche al pubblico italiano da molto tempo, per aver presenziato alla Biennale di Venezia e a molte istituzioni internazionali. Artistar ognipresente, i suoi lavori sono contemporaneamente esposti in undici mostre, tra personali e collettive, sparse nel globo. Dalle montagne austriache all’Inghilterra, dagli USA all’Italia, Gormley figura anche tra i partecipanti della mostra collettiva Arte torna arte, allestita alla galleria dell’Accademia di Firenze (fino al 4 novembre). Elementi cardine della ricerca visuale di Gormley sono l’indagine del corpo umano, in relazione allo spazio che lo circonda, e il tempo in cui esso vive. Sua intenzione è far riflettere su come la nostra percezione delle cose sia data a partire dal nostro essere costretti a un punto dello spazio, un “qui” nel quale ci troviamo sempre e soltanto dal quale è possibile una visione del mondo. Gormley insiste, dunque, su concetti come la distanza relativa e i punti di vista, allo scopo di attivare e alterare la percezione spaziale dello spettatore. La sua è un indagine sulla forma, sull’ambiente circostante e sulle emozioni. La delicatezza e la leggerezza, insieme al silenzio, sono caratteristiche evidenti delle sue sculture che, nonostante la massa dei materiali e il frequente richiamo alla figura umana, tendono all’astratto.

Il corpo per Gromley è un modello di organizzazione spaziale. A partire da questo assunto cardine, in Vessel, sono state attivate le tensioni e le convergenze esistenti tra l’animale uomo e il suo habitat contemporaneo. Masse, vuote e piene, evocano corpi che esprimono le sensazioni proprie dell’animale urbano di oggi. Fulcro dell’esposizione a San Gimignano, l’installazione scultorea uomo/città, intitolata Vessel , è il trait de liaison tra il progetto espositivo di San Gimignano e il progetto realizzato da Antony Gormley nella sede francese di galleria Continua. Apparentemente un robot, una grande città a forma di uomo che si compone di trentanove moduli di acciaio vuoti. Vessel è, a causa del suo peso, come incastonata nel pavimento ligneo, intrappolata nella sala dell’ex cinema/teatro. Tramite questo lavoro Gormley si riallaccia a uno dei grandi temi dell’arte e dell’architettura rinascimentale: ai dibattiti sul tema della città ideale che ruotavano attorno a concetti come la centralità dell’uomo, l’organizzazione prospettica e la teoria delle proporzioni e della misura.

 

La Breathing room, invece, è un installazione situata nello spazio della torre della galleria. Composta da sette cornici luminose inserite nell’architettura della sala, ha la forza di cambiare la nostra percezione dello spazio architettonico e, quando si è all’interno, incoraggia l’introspezione. Sum è un blocco di ghisa scomposto che ben dialoga con il pavimento in marmo della sala che lo ospita, ridondando la frammentazione che lo pervade. Nel giardino della galleria Antony Gormley posiziona due sculture in marmo, due corpi stanti rivolti verso l’incantevole paesaggio. Queste statue riflettono l’evoluzione dell’arte al tempo della riproduzione meccanica, trasformando ossa, pelle e muscoli in una lavorazione dal cristallino rigore geometrico non dissimile dalla struttura del marmo stesso. Grazie al patrocinio e alla collaborazione del comune di San Gimignano la mostra si estende anche al di fuori della galleria. Infatti nelle strade e nelle piazze dell’antico borgo si incontrano sei figure umane imprigionate nel suolo. Sono i calchi del corpo dell’artista, creati e inseriti nel tessuto urbano e sociale, con la missione di stimolare l’osservatore a prendere coscienza della propria posizione nel qui e ora.

 

fino al 20 agosto

Galleria Continua, via del Castello 11, San Gimignano

info: www.galleriacontinua.com

 

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