Mappe della mente

Il lavoro sulle mappe geografiche di Pietro Ruffo è difficile perché molto frequentato nel passato e renderlo nuovo come fal’artista è una grande sfida. Il concetto, l’estetica e la tecnica sono sviluppati in una comunicazione diretta ed efficace. L’Oriente è in contatto con l’occidente in geometriche rappresentazioni del globo che hanno in sé il germe dell’ispirazione riferito agli scontri per la libertà avvenuti fra 2010 e 2011 nelle regioni a sud est del mondo. Parole arabe, messe in risalto dalla foglia d’oro, inneggianti la pace, la democrazia, la tirannia, intramezzano la ricostruzione delle terre emerse, reinventate e dai colori drammatici. L’identità dei popoli arabi viene esaltata nella lotta, nel coinvolgimento sociale, nel passaggio di testimonianze e slogan di questa realtà in rivolta. E poi sono esposti un mappamondo, Icosaedro, e una scultura sferica, Electoral globe. Quest’ultimo è una riflessione sulla rivoluzione della Primavera araba in Egitto che ha portato alle elezioni sintetizzata in immagini dei manifesti elettorali.