Gilmour, un mondo di cartone

Ha ragione l’artista Chris Gilmour (Stockport, Regno Unito, 1973) quando dice che, nel momento in cui si viene a contatto con gli oggetti da lui creati, le sue minuziose “repliche” in cartone, si è immediatamente invogliati a toccarli, a interagire con essi.

Perché la Fiat 500 che apre la sua mostra allo spazio espositivo della società Ersel, a Torino, è talmente perfetta, fin nel minimo dettaglio delle levette del cruscotto, che istintivamente si è spinti a cercare la maniglia della portiera per aprirla e vedere meglio come l’auto sia fatta al suo interno, se si possa metterla in moto. A quel punto avviene quello che l’artista inglese, ormai trasferitosi in pianta stabile a Udine, definisce un “corto circuito”. L’azione che lo spettatore associa all’oggetto che si trova di fronte ai suoi occhi – la Fiat 500, il violino, il microscopio e via elencando – non può essere compiuta, perché, nonostante la forma rispecchi l’oggetto originale anche nelle dimensioni, il materiale utilizzato per la realizzazione delle copie di Gilmour – il cartone – non permette una normale interazione con essi.

Ancor più sorprendenti sono le due biciclette e gli strumenti musicali che chiudono la mostra. Il pianoforte, la batteria, il basso e le due chitarre elettriche appese al muro, danno tutti l’impressione di poter emettere gli stessi suoni degli oggetti che li hanno ispirati. Poi, però, sulla grancassa della batteria si riesce a distinguere una parola, un marchio – Camel, Marlboro – e torna immediatamente la luce sul loro essere rappresentazioni iperrealiste che nascono anche dell’esigenza di dare una nuova vita alle cose che ci circondano e, più in particolare, agli imballaggi in cartone abbandonati per strada e a cui passiamo a fianco infinite volte. Anche questi, proprio come la 500 o il mappamondo a cui finiscono per dare forma, sono oggetti che ci sono vicini, a cui, ingiustamente, finiamo per dare poca importanza, nonostante possano essere utilizzati in modi impensati, come dimostra ampiamente questa mostra.

Fino al 5 gennaio 2012
Spazio espositivo Ersel
Piazza Solferino 11, Torino
Info: www.ersel.it