Simbosi dalla giovane creatività

La quindicesima “Biennale de la Méditerranée” approda a Roma per un’incredibile due giorni all’insegna del dinamismo e della creatività. Venerdì 16 e sabato 17 dicembre il Macro di via Nizza è sede dell’evento che ha subìto una battuta d’arresto di 12 anni, rilanciandone gli input accolti dal 6 ottobre al 6 novembre anche da Salonicco. Con non poche difficoltà, le forze scese in campo per la realizzazione della manifestazione sono state tante, a partire dalla stessa Bjcem (Associazione internazionale per la Biennale dei giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo), della collaborazione dell’assessorato alla Famiglia, all’educazione e ai giovani di Roma capitale, oltre al prezioso sostegno dell’assessorato alle Politiche culturali e centro storico-soprintendenza ai Beni culturali.

Ma ne valeva assolutamente la pena. Gli intenti della Biennale sono numerosi, in ragione della sua lunga assenza e della necessità di recuperare il tempo perduto: oltre 70 artisti “under 35”, provenienti da 16 paesi europei e dell’area mediterranea, avranno spazio nelle sale della sede del museo capitolino per una rassegna che si protrae dalle 18 alle 24 dal titolo “Symbiosis?”, in un continuum simultaneo di stimoli artistici, frutto di ricerche intellettuali e dialettiche ciascuno sotto il segno del proprio paese d’origine. Così poesia, letteratura, proiezioni cinematografiche e di documentari, videoarte, “performance” musicali e “dj set” di musica elettronica contribuiranno a rendere l’evento un “happening” culturale contemporaneo. L’Italia, la Francia, la Gran Bretagna, la Grecia, la Spagna e il Portogallo, Malta e la Finlandia si troveranno a confronto con culture meno occidentali e in rapida crescita come l’Albania, la Bosnia Herzegovina, l’Egitto, la Macedonia, il Kosovo e la Serbia, persino con il Libano e la Palestina.

Non mancano ovviamente provocazioni sapientemente confezionate per portare all’attenzione del pubblico problemi di natura sociale, anche se, a pensarci bene, la stessa manifestazione si configura come un colpo basso nei confronti di ciò che accade oggi a livello mondiale. Il panico, frutto della crisi economica e dei valori, viene placato e soprattutto sfidato (con una strizzatina d’occhio) dal lavoro creativo che nonostante tutto le giovani generazioni continuano a produrre e promuovere. Il filo rosso che dipanandosi intreccia ogni modalità espressiva è ben ravvisabile, da “Bakroman”, corto-documentario italiano ideato e realizzato dai fratelli De Serio, fino alle nuove ricerche in campo musicale dei francesi Hyphen Hyphen. Tematiche leggere, ma anche “crude”, come la guerra, la diversità e la censura saranno affrontate con gli unici mezzi a disposizione degli artisti: i linguaggi della contemporaneità, che si pongono come strumenti di enorme valore culturale e punti di partenza per riflessioni di carattere dialogico di più ampio respiro. Gli ambiziosi propositi della “Biennale della mediterraneità” non deluderanno le aspettative, poiché mossi da un’autentica necessità di comunicazione sublimata attraverso l’arte contemporanea, strumento pacifico rimasto (quasi) unica fonte di delizia e piacere.

Macro
via Nizza 138, Roma
Info: www.macro.roma.museum

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