Il video della settimana

Ladro di sguardi, di drammi collettivi e individuali, fotografo di strada, testimone di dolori, di sorrisi, di violenza e rabbia, megafono dei senza nome, dei senza voce, dei senza volto, Tano D’Amico ha immortalato alcuni dei momenti salienti la storia del nostro paese. A cavallo degli anni Settanta ha catturato, rigorosamente in bianco e nero e con il 35 millimetri, le agitazioni studentesche, il movimento femminista, la Torino degli anni Ottanta, i lavoratori della Fiat, l’omicidio di Giorgiana Masi e poi ancora gli zingari, i primi rom della capitale, la povertà e la miseria in un modo unico e singolare eppure stranamente vicino allo stile di Rossellini o Pasolini. Oggi una buona parte della produzione di D’Amico trova spazio a Roma nella galleria S.t. senza titolo (via degli ombrellari 25) che, in occasione del festival internazionale di Fotografia, ospita fino al 20 novembre la mostra sul fotografo siciliano, intitolata Disordini. Un’esposizione che raccoglie e sintetizza più di quarant’anni di storia, combinando gli scatti dei disordini veri e propri, come i cortei e le occupazioni, alle immagini che meglio testimoniano la vocazione del fotografo a ritrarre le vibrazioni e gli urti del reale. Info: www.stsenzatitolo.it.

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di Camilla Mozzetti