Fascismi contemporanei

Il Bergen kunsthall, in Norvegia, tocca argomenti a noi noti ma che spesso dimentichiamo. “Details” vede impegnati sei artisti a tradurre l’evoluzione del fascismo moderno e la sua ramificazione nella società contemporanea, seguendo le similitudini che lo legano al passato: Milica Tomić, Lene Berg, Burak Delier, Avi Mograbi, Trevor Paglen e Superflex.

Il punto di partenza è la collezione di testi del sociologo e attivista politico sloveno Rastko Močnik, “How much fascism?”, del 1995. La riflessione non è “fascismo sì o no” ma “quanto fascismo”. Come e in che modo sia presente e perché non venga sradicato alla cultura dell’uomo e in particolare d’Europa. I documenti raccontano quando, nel bel mezzo della disintegrazione della Jugoslavia, vi sia stato un aumento delle forze fasciste per le conseguenze strutturali dell’induzione e ricostruzione del capitalismo periferico. Al momento della creazione di numerose nuove entità statali sulla base di ideologie nazionalistiche, Močnik ha delineato il numero di congiunture sociali di questo processo, il loro anti-anti-fascismo e le politiche culturali con sfumature razziste. La sua scrittura, così chiaramente opposta alle tendenze di falsa dicotomia tra tolleranza e multiculturalismo occidentale, dimostra l’eccessivo etnonazionalismo estremista. Sempre secondo Močnik, la protezione dell’integrità della tradizione e dei valori culturali, sono diventate parole d’ordine quasi obbligatorie dei politici occidentali, causando delle gravi fratture ideologiche.

La mostra vuole ricercare quelle sfumature che hanno determinato l’ascesa della destra estremista in tutta Europa rivolgendo lo sguardo al di là delle periferie e del nucleo delle democrazie liberali, concentrandosi sul fascismo silenzioso che si sta normalizzando attraverso la violenza sistematica, l’infiltrazione nelle leggi e i meccanismi di oppressione. In poche parole, guardando i dettagli, “Details” appunto. Il progetto è sostenuto dal ministero della Cultura della repubblica di Croazia, dalla città di Bergen, dalla regione Hordaland e dal ministero norvegese della Cultura. Curatore il collettivo “What, how and for whom/Whw” composto da Ivet Curlin, Ana Devic, Nataša Ilić e Sabina Sabolović. Nato a Zagabria nel 1999, ha contribuito a una vasta gamma di produzioni, mostre e pubblicazioni. Come l’undicesima Biennale di Istanbul e il padiglione croato della Biennale di Venezia. Dal 2003 si occupano del programma artistico di galleria Nova di Zagabria.

Fino al 30 ottobre
Bergen Kunsthall
Bergen, Norvegia