Tutti i mostri di Tim Burton

Infaticabile. Non c’è altro termine per definire Tim Burton da Burbank, California. Regista, sceneggiatore, produttore, animatore, scrittore, disegnatore e fotografo, il pluripremiato Timothy William Burton – questo il nome di battesimo – asseconda le sue passioni con estrema leggerezza e professionalità. Due condizioni non in antitesi, considerando che l’artista statunitense (perché di artista si tratta) ama profondamente il proprio lavoro.

Attualmente in Inghilterra, dove sta dirigendo l’amico Johnny Depp in “Dark shadows”, remake di una soap opera gotica degli anni Sessanta incentrata sulle vicende della bizzarra famiglia Collins (completano il cast Chloe Moretz, Eva Green, Michelle Pfeiffer, Christopher Lee, Jackie Earle Hale ed Helena Bonham Carter), Burton viene omaggiato al Los Angeles county museum of art,  al Resnick pavilion, con una retrospettiva esaustiva. In mostra fino al 31 ottobre ci sono infatti oltre settecento pezzi tra disegni, schizzi, bozzetti, dipinti, fotografie, storyboard, pupazzi, opere d’arte, costumi e poster provenienti in gran parte dall’archivio personale dell’ex animatore Disney (trent’anni fa Burton prese parte alla realizzazione del lungometraggio “Red e Toby nemiciamici”).

Con un occhio di riguardo anche alla sezione musicale, con al centro gli spartiti del fidato Danny Elfman, la rassegna si struttura in tre sezioni cronologiche che ripercorrono l’intero iter professionale del cineasta: “Surviving Burbank” (1958-1976), “Beautifying Burbank” (1977-1984) e “Beyond Burbank” (dal 1985 ai giorni nostri). In rassegna c’è tutto lo spettro – è proprio il caso di dirlo – della realtà “burtoniana”, contraddistinta da freaks, personaggi strampalati, favole dark e visioni gotiche, resa tangibile attraverso le tecniche più bizzarre. Come è nelle corde del geniale Burton.

Info: www.lacma.org