Modulazioni di forme e colori

È partita il 7 settembre, dal centro d’Italia, la mostra di Cecilia Falasca “Modulart@ri” , curata da Maddalena Rinaldi, che il palazzo Dosi Delfini, sede della provincia reatina, ospita fino al 17 settembre. Una serie infinita di cubi colorati hanno riempito le sale dell’edificio proponendo la ricerca più recente dell’artista pescarese come le installazioni modulari Quanto di luce, L’arca dei colori e Babele ma anche le installazioni “site specific”, “Flag” e “Aquatic”, entrambe del 2011, nate dall’incontro tra le sue coloratissime forme e le peculiarità architettoniche degli ambienti interni ed esterni dello splendido edificio Seicentesco da poco restaurato.

Il lavoro della Falasca potrebbe riassumersi in due parole: geometricità e colore. Le sue opere, infatti, nascono attraverso un gioco di cubi e variazioni cromatiche. La ricerca estetica dell’artista pescarese attiva da anni sul territorio abruzzese e nazionale, è tesa alla sperimentazione di nuove forme basate sull’interattività e sulla produzione di relazioni con l’altro, forme che assumono come tema centrale l’elaborazione collettiva del senso. A partire dal 1980 l’artista sviluppa un linguaggio sublime e personale i cui attori principali sono la linea e la materia pittorica in rapporto con lo spazio circostante, come testimoniano le sue installazioni “site specific” ed i suoi interventi di “land art”.

Nodo centrale dell’esposizione reatina sono le sculture “iXi” in legno e polvere di marmo colorata che, esposte e composte dall’artista sul momento, subiscono infinite variazioni dovute alla volontà dello spettatore chiamato a smontarle ed a rimontarle. La mostra offre, infatti, al pubblico l’opportunità di entrare nel ruolo dell’artista e di interpretare il senso estetico dell’opera che egli stesso realizza.

Fino al 17 settembre
Palazzo Dosi
piazza Vittorio Emanuele II, Rieti