La bellezza dei cadaveri

La donna è da sempre simbolo di divisione, e allo stesso tempo di congiunzione, tra ciò che è il mondo terreno e quello sovrannaturale, il divino. Il suo rapporto con la natura è, per definizione, controverso e farraginoso, e forse proprio per questo la figura femminile, nell’arte, viene utilizzata sotto molteplici aspetti, soprattutto nel campo erotico. Probabilmente, il senso del proibito che serpeggia nel mito e nella storia rende la donna simbolo di passioni segrete, di pensieri enigmatici e di trasgressioni indicibili. È in questa immersione negli archetipi più primitivi della storia dell’uomo, nelle domande sull’origine del mondo e su cosa ci accomuna agli altri esseri del creato, che affondano le radici dell’arte di Andrea Simoncini.

Ogni elemento naturale diviene un simbolo che si staglia prepotentemente sullo sfondo delle opere dell’artista, creando una cornice atavica attorno allo studio attento che egli conduce sul mistero del femmineo. Le fotografie di Simoncini sono molto più di una luce che filtra in un obiettivo, riflettendosi in immagini di donne nude, sdraiate in pose lascive e audaci, con gli occhi vitrei di bambola. Ognuna ha un corredo simbolico, un dettaglio di non immediata percezione, che riflette la natura e il suo remoto passato. Che sia una mela o un fiore, un bruco o un insetto poco importa: tutto è richiamo di una grande dea che sovrasta le teste degli esseri umani e muove i fili della vita. E la donna è al centro di questo sistema di eventi, simbolicamente carica della sua innata e diabolica perversione, che attira l’uomo nel peccato di un erotismo tribale, senza patinatura, spogliato di raffinatezza e sprovvisto di volgarità. Le figure femminili di Simoncini danzano su un filo leggero che divide, esteticamente, due approcci alla bellezza contrastanti. I soggetti prescelti sono lo specchio dei nostri tempi, così pieni di tatuaggi, con i volti mascherati da un trucco pesante che nasconde espressioni gelide, talvolta malinconiche. Eppure, contemporaneamente, sono anche il riflesso di un gusto estetico classico, che eleva queste figure così attuali a prototipi di bellezza senza tempo, posti all’interno di contesti fittizi, impalpabili e intramontabili.

Il corpo della donna, per l’artista, è un percorso che offre «mille possibilità da esplorare. Mi piace lavorare con ogni tipo di bellezza, non esclusivamente con quella convenzionale, perché ognuna ha qualcosa da esprimere». E anche la sua arte è divisa tra modernità e tradizione: «Le mie opere nascono da un concetto che poi rappresento attraverso il soggetto fotografato. In un secondo tempo elaboro le immagini digitalmente, dandogli gli effetti che desidero». Effetti spesso esagerati, che lasciano però inalterata l’espressione scultorea dei volti, facendo emergere «sensazioni che riportino l’osservatore al gusto classico, ma rivisitato attraverso soggetti attuali». Seducono, ma senza particolare enfasi, le forme innaturali di questi corpi che si stagliano su teli di seta lucida e increspata, deformati dal pennello digitale dell’artista che gioca con le curve dei seni e dei fianchi, mostrando il lato oscuro del sesso, quello che si barcamena tra repulsione e attrazione. Il desiderio sessuale di queste donne, guardandolo sotto diversa angolazione, sembra appiattito.

I volti sono inespressivi, gli occhi appaiono finti, senza anima. Le loro fattezze potrebbero essere frutto della più violenta chirurgia estetica, che sforna i cosiddetti mostri moderni. Le membra sembrano quelle di cadaveri freddi, marmorei. E su tutto questo il gusto classico cozza, creando un senso di inesauribile smarrimento, che lascia infine il suo posto ad una contemplazione fredda e stanca, proprio come quei corpi imperfetti, senza vita.


L’ARTISTA IN MOSTRA

Dal 2000 lavori focalizzati sul corpo femminile

Andrea Simoncini nasce il 25 novembre 1962 a Roma. Cresciuto tra l’Italia e l’Inghilterra, si laurea alla Kingston university in disegno industriale. Si avvicina al mondo dell’arte attraverso la specializzazione in progettazione e creazione di gioielli e solo nel 2000 inizia un percorso di studio focalizzato sul corpo della donna, dapprima attraverso la scultura e la pittura, successivamente tramite la fotografia e l’arte digitale. Le sue opere, fotografie dipinte da colori che richiamano la natura e il mondo primordiale, a metà tra sacro e profano, sono state esposte su tutto il territorio nazionale. Simoncini, inoltre, ha insegnato all’università del Progetto di Reggio Emilia e all’accademia di Belle arti di Brera. Attualmente vive e lavora a Milano. A ottobre sarà in mostra a Roma. Luoghi e date da definire. Info: www.andreasimoncini.com.