Maga, così risorge la Gam

Il museo d’arte di Gallarate, il Maga, inaugurato nel marzo 2010 con la mostra Il mistico profano, dedicata ad Amedeo Modigliani, continua a percorrere nuovi sentieri artistici allestendo mostre temporanee d’ampiezza internazionale, oltre a custodire la preziosa collezione permanente, costituita da più di cinquemila opere che ripercorrono le tappe più salienti dell’arte a partire dalla metà del Novecento, fino all’epoca attuale. Si mostrano in essa opere di Carrà, Morlotti, Colombo, Fontana, Cecchini, Munari, Studio Azzurro. La collezione permanente nata nel grembo del Gam, la galleria Civica d’arte moderna, creata e fondata nel 1966 da Silvio Zanella, raggruppando opere provenienti dalle prime otto edizioni del premio nazionale Arti visive città di Gallarate, risulta essere ancora oggi una delle realtà più significative sul panorama nazionale, ulteriormente arricchita dal deposito temporaneo di 39 opere prestigiose della collezione Consolandi tra cui Fontana, Manzoni, Anselmo, Penone, Fabro e moltissimi altri nomi.

Il Maga, diretto da Emma Zanella e gestito dalla fondazione Silvio Zanella, è figlio della Gam, con il sostegno del premio nazionale Arti visive città di Gallarate. Quando si è costituita la fondazione Zanella, quale nuovo ente di gestione del museo, presieduta oggi da Angelo Crespi, che ha come soci fondatori il comune di Gallarate e il ministero per i Beni e le attività culturali, era il 27 novembre 2009. Isabella Peroni, assessore alla Cultura, alle identità culturali e alla promozione culturale, riflettendo sul Maga, scrive: «La nascita di questo museo evoca l’immagine di un fiore che sboccia: le radici affondate nel premio nazionale Arti visive città di Gallarate, lo stelo forte della ricca collezione permanente e delle mostre organizzate in passato dalla galleria d’arte moderna». La corolla, costituita nel marzo dell’anno scorso dall’esposizione dedicata a Modigliani, si incarna ora nelle future primavere, dalle quali prendono corpo le sempre nuove esposizioni. Il Maga è costituito da due strutture edilizie adiacenti e in stretta comunicazione; una delle due è un fabbricato industriale del 1930, ristrutturato e reso nuovamente accessibile, la seconda, invece, è stata interamente costruita per il progetto museale e si erge sulla piazza circolare accogliendo i visitatori.

All’interno prendono vita laboratori didattici, rivolti ai più giovani, alle scuole, mentre al piano terra si situano i depositi per la conservazione e lo stoccaggio delle opere, oltre al bar, una biblioteca, una libreria, gli archivi e gli uffici. Gli architetti che si sono occupati di questa sede museale sono Maria Luisa Provasoli, Pier Michele, Miano Architetto, Carlo Moretti. La direttrice fa presente che il Gam tramutandosi in Maga ha chiamato in causa nuovi soggetti pubblici e privati, soci sostenitori e media partner che sono stati coinvolti nel progetto, convogliando le loro energie e la loro professionalità, per un potenziamento delle attività di promozione e comunicazione del museo. Il comune di Gallarate sostiene il museo per il 70%. Il Maga, inoltre, può contare sull’appoggio della regione Lombardia e provincia di Varese nonché su vari sponsor privati. «La struttura scientifica del centro è composta da tre dipartimenti – spiega la Zanella – quello legato alla collezione guidato da Giulia Formenti, conservatore con la collaborazione di Laura Carrù e Marina Martellato. Il dipartimento mostre eventi e comunicazione guidato da Vittoria Broggini, con Patrizia Pastorelli e Giulia Airoldi. Il dipartimento didattico guidato da Francesca Consonni con Alessandro Castiglioni e Lorena Giuranna per gli adulti, Elena Scandroglio, Marta Ferina, Pierluigi Calignano, Francesca Chiara, Marika Brocca per i bambini. Inoltre ci affiancano lo studio Esseci per l’ufficio stampa, “Art council” per la ricerca fondi e le relazioni esterne e il Centro di ricerche dello Ied per l’immagine coordinata con Chiara Foletto del Maga. La segreteria generale del museo è guidata da Emma Verducci. Inoltre, la fondazione a capo del museo ha nel consiglio di gestione Alain Elkann, Alfredo Sardella e un comitato scientifico che sceglie le linee culturali ed è composto, oltre che dal sindaco di Gallarate, Nicola Mucci, e dall’assessore alla Cultura, anche da Beatrice Buscaroli, Sandrina Bandera, Luca Molinari, Piero Giardini, Armando Guenani e da me».

Fino a oggi il Maga ha ospitato varie mostre come quella intitolata La superficie di uno specchio d’acqua, o quella che ha riflettuto su un preciso decennio: “Flash 80”, l’universo camaleontico degli anni Ottanta. Inoltre si ricorda l’esibizione dedicata a Carsten Nicolai, un inno all’arte elettronica e alla sperimentazione visiva e acustica. Da poco si è conclusa, invece, la collettiva Cosa fa la mia anima mentre sto lavoranado, a cura di Francesca Pasini e Angela Vettese. La mostra che occupa le sale del Maga fino a giugno è quella di Alberto Giacometti: L’anima del Novecento, a cura di Michael Peppiatt: schizzi, disegni, sculture, dipinti di questo artista di origine svizzera. Sono visibili opere come “Femme debout et tête d’homme” e “Bouteilles sur table”. In riferimento alla mostra la Zanella spiega: «Il Maga ha deciso di impostare la sua linea culturale ed espositiva volgendo l’attenzione sia ai grandi maestri che hanno segnato l’arte del XX secolo sia alle nuove generazioni e ai progetti innovativi. Giacometti rientra naturalmente nella prima categoria e la scelta è andata a cadere su uno degli artisti che a nostro avviso ha maggiormente innovato l’arte scultorea e pittorica ponendosi in una posizione di assoluta autonomia. Le opere esposte e i singoli nuclei ci permettono di avvicinare la grande opera di Giacometti, segnata in primo luogo dal pressoché esclusivo interesse per la figura umana, la ritrattistica e in particolare la centralità del volto, scelte tematiche costanti prima e dopo la stagione surrealista. Oltre a ciò non bisogna dimenticare che Giacometti opera fino alla metà degli anni Sessanta, periodo storico vicinissimo a noi e che la sua poetica risulta ancor oggi di grande attualità».

Nel calendario delle prossime iniziative sono previsti eventi tra l’estate e l’autunno segnati dal premio “Next arts”, proteso a progetti innovativi nel campo della fotografia, del video e della “net art”. Inoltre, in autunno il Maga ospiterà la XXIV edizione del premio nazionale Arti visive città di Gallarate. La Zanella ricorda, infine, altre novità: «Una settimana di festival delle arti performative a settembre e la mostra dedicata a Roberto Floreani tra luglio e agosto. Completa la stagione la mostra Solo per un istante. A novembre partirà, inoltre, un corso di specializzazione universitario con l’accademia Aldo Galli di Como e lo Ied di Milano dedicato alla formazione di esperti in didattica dell’arte contemporanea».


LA DIRETTRICE

Emma Zanella

Emma Zanella nasce a Gallarate il 5 ottobre 1966. Dal 1999 dirige la Gam, mentre dal 2010 è direttrice del museo Maga. Ha diretto anche il museo internazionale Design ceramico di Cerro di Laveno Mombello ed è stata il punto di riferimento per lo Smac, il Sistema museale per l’arte contemporanea della provincia di Varese. A capo della rete regionale per l’arte contemporanea e del progetto “Twister”, ed esperta nel Sistema informativo sui beni culturali, Sirbec. È segretaria generale del premio nazionale Arti visive città di Gallarate.

LA SEDE

Uno spazio di 5mila metri quadrati

Diretto da Emma Zanella, il Maga, museo d’arte di Gallarate, nasce nel 1966, in seguito alle acquisizioni del premio nazionale Arti visive città di Gallarate istituito nel 1950. Uno spazio imponente, progettato secondo disegni architettonici contemporanei, capace di rispondere a grandi esigenze espositive, per un totale di oltre cinquemila metri quadrati. Suddiviso in diverse aree, il centro comprende un percorso che conduce alla collezione permanente e allo spazio riservato alle mostre temporanee, accessibile dalla biglietteria. Fondazione Galleria d’arte moderna e contemporanea Silvio Zanella – Maga, via dei Magri 1, Gallarate (Va).
Info: 0331706011; www.museomaga.it.