I poeti e la loro voce

I poeti e la loro voce a Firenze in una mostra contemporanea che vede il silenzio e l'udito come assoluti protagonisti

I poeti e la loro voce. Ma di cosa si tratta? È questo il bello degli ascolti audio: che non vedi la faccia di chi parla. Se stai in macchina e ascolti la radio, se a casa metti un disco, se in discoteca scendi sulla pista, è questo il bello: che la faccia di chi parla o canta non la vedi. Certo, puoi provare a immaginarla o se già conosciuta ricordarla ma la verità è che uno esclude l’altro. Tutto sarà più chiaro se farete un salto nella provincia di Firenze, a Pontassieve, dove una casa per l’arte contemporanea ha aperto i battenti e dentro non c’è niente da vedere. Dopo più di un anno di raccolta materiali e archiviazione il senso chiamato in causa non è la vista, ma l’udito. Poeti per la precisione, ascolterete la voce di poeti che leggono i loro componimenti. Sarà come fare un passo indietro e dimenticarci del tubo catodico, dei pixel rgb, degli schermi piatti, dell’alta definizione. Sarà solo uomo e microfono, sarà solo voce e poesia.

La raccolta parte dal secolo passato. Il primo, cronologicamente parlando, è Wilde. L’ultimo non esiste. L’idea infatti è quella di avere un archivio costantemente aggiornato. Moltissimi i nomi noti della nostra poesia e della lirica internazionale. Da Montale a Pasolini, da Bertolucci a Caproni, e poi Penna (nella foto), Luzi, Cucchi, Marinetti e Zanzotto solo per citarne alcuni. L’intera raccolta è suddivisa al suo interno in due parti distinte: poesia lineare e multimediale. Nella prima rientrano i canti come comunemente vengono intesi, nella seconda trovano spazio quei componimenti che escono fuori dalla pagina bianca e si presentano come un’azione, un movimento. Un esempio fra tutti: i futuristi. In fondo come potevano non essere presenti loro, che dalle parole in libertà, all’intona rumori di Russolo, al manifesto della radio futurista, si sono sempre battuti per un’interazione spettatore-opera, che coinvolgesse tutti i sensi?

Ascoltando la voce dei poeti sembra di entrare anche nella storia della musica. La puntina che passa sul vinile, il nastro che gira nella cassetta, il cd che cerca la traccia, ogni tipo di supporto è sfruttato e pare sabbia sulla quale i poeti lasciano le loro orme. Ogni voce è diversa e diverso è il modo di recitare le proprie liriche. Maestosa e profonda la voce di Montale scandisce i suoi versi e ogni parola sembra un nodo che si scioglie. Diverso e opposto Penna, voce nasale e squillante, rapido, le sue parole si fondono e la fine arriva inaspettata. Ma per quanti poeti ascolterete, vagherete sempre con gli occhi nella stanza alla ricerca di un volto al quale assegnare la voce orfana. Solo quando la ricerca non sarà più necessaria avrete trovato le vostre parole. Date retta a me: non le mollate più. Mai più.

Fino al 31 agosto
La Barbagianna, Via di Grignano n 25, Firenze
Info: www.multimedia91.it