Ha inaugurato il 4 giugno, nella splendida cornice del palazzo-museo della Cà d’Oro a Venezia, lascito del collezionista Giorgio Franchetti, la mostra di Gino De Dominicis Teoremi figurativi, con cui l’artista partecipa alla 54esima Biennale internazionale d’arte di Venezia.
Curata da Vittorio Sgarbi, con il contributo di Daniela Severi, la mostra si inserisce nell’ambito delle iniziative speciali per la celebrazione del 150esimo anniversario dell’unità di Italia e rimarrà allestita fino al 30 settembre. Presenti circa 46 opere, prevalentemente pittoriche, appartenenti alla collezione Koelliker, che ripercorrono la carriera di De Dominicis (1947-1998), uno dei più emblematici e controversi artisti del panorama italiano del secondo dopoguerra. Il suo è un ritorno in laguna, dopo lo scandalo del 1972 quando presentò l’opera Seconda soluzione d’Immortalità (L’Universo è immobile), in cui un ragazzo affetto dalla sindrome di down, Paolo Rosa, stava seduto in un angolo a osservare un cubo invisibile. La continua ricerca dell’immortalità, il significato della materia e dell’esistenza delle cose sono alcuni dei temi principali dei suoi lavori, sempre indipendenti dalle mode e dai gruppi e fuori dall’omologazione del sistema dell’arte: De Dominicis si rifiutava di far pubblicare libri o cataloghi sulla sua opera, piuttosto cercava di distruggerne ogni documento.
A tredici anni dalla scomparsa dell’artista, e contemporaneamente alla mostra Teoremi figurativi, arriva in libreria il primo catalogo ragionato sulla sua produzione, firmato da Italo Tomassoni, uno dei suoi massimi studiosi, fondatore nel 1998 dell’associazione Gino De Dominicis e curatore nel 1999 della prima retrospettiva su di lui alla Biennale di Venezia. Il catalogo, edito da Skira, documenta 632 opere, ciascuna corredata di un’ampia scheda con, oltre alle tradizionali voci tecniche, espositive e bibliografiche, notizie relative al contesto e alle circostanze che ne hanno visto la nascita e la realizzazione. Il volume contiene un saggio del curatore e una sezione dedicata agli scritti dell’artista con documenti rari e inediti, oltre a una corposa bibliografia e all’elenco completo delle mostre personali e collettive a cui ha partecipato De Dominicis. L’assenza di pubblicazioni e testimonianze scritte e fotografiche sull’opera del maestro marchigiano fa del catalogo uno strumento prezioso per avvicinarsi e studiare l’arte di uno degli artisti più controversi e misteriosi del secondo Novecento: pittore, scultore, ma anche architetto e filosofo, proprio come si definiva lui stesso.
Fino al 30 settembre
Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro
Cannaregio 3932, Venezia


