Scatti verso Sud

Ando Gilardi (Arquata Scrivia, 1921), il giorno del suo novantesimo compleanno decide di inaugurare la mostra intitolata Verso Sud, forse in ricordo della fanciullezza, tempo felice: sono immagini solari che evocano un’armoniosa voglia di vivere. Ritratti fotografici dell’Italia meridionale degli anni ’50, un’Italia ancora da ricostruire dopo le stragi della guerra, un paese visto dagli occhi dell’artista, interpretato e amato: strade illuminate dal sole, braccianti con la falce tra le mani in segno di vittoria, bambini liberi sotto il cielo.

La Casa di vetro ospita Gilardi, che durante l’inaugurazione ha comunicato con i visitatori attraverso un collegamento video, scambiando battute e festeggiando il suo compleanno. Gilardi racconta la sua esperienza da fotografo di reportage: «Ho avuto la fortuna immensa per un fotografo scalzo, mezzo secolo fa si diceva così, di aver raccolto gli ultimi documenti fotografici sulla fine, diciamo pure sull’estinzione, delle tre grandi classi del proletariato italiano, quelle degli operai, dei salariati della terra e dei contadini poveri, i senza niente, cosiddetti cafoni del Sud».

Il nostro paese, a forma di stivale, stava uscendo dalla seconda Guerra mondiale. Allora era un paese diviso in due: il centro nord, evoluto e sempre in via di sviluppo e il sud, arretrato e povero. Quegli anni rappresentavano la fine di un’epoca e Gilardi fu mandato a fotografare ciò che stava accadendo da importanti testate: L’Unità, Lavoro e Vie nuove. Ha iniziato a fotografare nel 1945: è in quegli anni che restaura e riproduce anche immagini della seconda guerra mondiale seguendo il volere di una commissione interalleata, incaricata di riunire prove per i processi ai criminali fascisti. Gilardi afferma che la fotografia gli ha «spalancato la luce, mi ha fatto capire la miseria dell’uomo».

Fino al 10 luglio
Casa di vetro
via Luisa Sanfelice 3, Milano
Info: 0229408656; www.sistemanet.com