Viaggio nell'Odissea contemporanea

Tutte le strade portano a Spoleto, anzi per meglio dire a palazzo Collicola, dove convergono mostre, iniziative e progettI sotto la direzione del "multiforme ingegno" del curatore Gianluca Marziani, giunto a poco più di un anno dal suo insediamento nell’ex Museo Carandente. Affianco al padiglione Umbria della Biennale di Venezia, relegato all’ultimo piano del palazzo, forse per l’eccessiva, a detta di alcuni, scabrosità di alcune delle opere presentate, due interessanti mostre occupano i principeschi saloni del piano nobile. La prima è un viaggio nell’arte del XX secolo, un’Odissea contemporanea in grado di far dialogare giovani talenti e mostri sacri delle tendenze novecentesche: Donato Amstutz, Richard Avedon, Tony Cragg, Carlo Gavazzeni, Anselm Kiefer, Yayoi Kusama, Donatella Landi, Francesco Mernini, Luigi Ontani, Pablo Picasso, Josè Maria Sicilia, Hiroshi Sugimoto, James Turrell, Cy Twombly, Rachel Whiteread, Chen Zhen.

La seconda, “1,2,3… stella”, celebra i più bei contributi dei vincitori delle tre edizioni del Premio Terna: quarantasei opere atte a rivoluzionare il concetto di energia nell’arte. Odissea contemporanea, propone lavori aventi come minimo comun denominatore l’appartenenza alla collezione di Valentina Moncada che, come amante dell’arte in primis, abile gallerista e curatrice di talento, ha saputo negli anni selezionare rare bellezze provenienti dal panorama artistico internazionale. All’ingresso un omaggio a Cy Twombly, rappresentato da "Roman notes", una grande opera del 1970 mai esposta prima.

Nel secondo salone incalza invece l’installazione "Aereoplane" (1979) di Tony Cragg. L’opera, meglio ammirabile dal ballatoio del secondo piano, vede frammenti di storia, ricordi e testimonianze amalgamarsi in una forma allegorica, che pare voler sottendere l’allusione a un viaggio tanto mentale quanto terreno. Vale la pena della visita il passaggio nella Galleria degli specchi del palazzo, dove sono esposte le 28 maschere di Luigi Ontani ispirate a importanti artisti attivi a via Margutta nei secoli passati, 14 delle quali presentate alla Serpentine gallery di Londra lo scorso autunno e mai viste in Italia, nonché l’esposizione di alcuni dei costumi disegnati da Picasso per il balletto “Parade” durante il suo soggiorno a Roma nel 1917. I tre costumi, provenienti dalla collezione del Teatro dell’Opera di Roma, sono già stati esposti alla galleria Moncada nel 2007.

Suggestivo e inaspettato il grande libro di piombo di Anselm Kiefer, "Star book", (2003), in cui su ogni pagina è rappresentata una costellazione, anch’esso per la prima volta in Italia. Alcuni saloni vengono poi dedicati agli artisti del Sol levante, Chen Zhen, ad esempio, è un artista cinese oggi molto noto che fu letteralmente scoperto dalla gallerista romana; c’è anche Yayoi Kusama affiancata dal giapopnese Hiroshi Sugimoto. Spazio anche per James Turrell, nome tra i più accreditati e celebrati nello scenario internazionale, lo scultore della luce, sempre alla ricerca dare la sensazione di sospensione e di spazio infinito. A Spoleto si può ammirare una scultura fatta solo di luce del colore del cielo, esposta alla galleria Moncada nel 2001, nella prima personale italiana dell’artista. Interessante il lavoro di Donatella Landi, cui viene dedicato un salone del palazzo, tutto ricoperto di suoni e tubi di matrice navale, che citano la spazialità sensoriale del porto di Amburgo. Tra gli artisti più giovani Donato Amstutz, che usa il ricamo su tela per fabbricare farmaci di ultima generazione, Carlo Gavazzeni e il giovanissimo talento iperrealista Francesco Mernini.

Fino al 30 ottobre
Palazzo Collicola arti visive, Spoleto
Info: 074346434; www.palazzocollicola.it