Gli angeli terreni di Titty Saletti

La sua è una pittura fatta di più materiali. Sulle tavole, insieme all’acrilico, c’è la plastica, il legno, il cartone, piccoli oggetti d’uso quotidiano che adornano i ritratti di Titty Saletti. Perché per raccontare nel dettaglio la complessità di un uomo non basta solo una buona pennellata. Classe 1936, Torinese di nascita e laziale d’adozione, la Saletti si avvicina presto all’arte cercando in questa un valido strumento per raccontare la realtà circostante, con sguardo critico e reale e scevro da qualsiasi falsificazione. Studia pittura e arte a Perugia e decide in seguito di trasferirsi nel centro d’Italia, a Rieti «in questa città riesco a lavorare con un profondo senso di pace», confida l’artista. C’è, nei suoi lavori, la normalità, l’attenzione scrupolosa all’uomo ai suoi sentimenti, alle sue condizioni. Da anni porta avanti la sua ricerca articolata in una collezione composta, attualmente, da cinquanta lavori e intitolata Angeli tra noi.

Quello che lo spettatore si trova davanti, però, nonostante il titolo, non sono gli angeli comuni che si rincorrono nell’immaginario collettivo. I loro volti sono quelli di uomini e donne che vivono per strada, venditori ambulanti, prostitute, suonatori, e contadini. «Ogni persona ha in sé un carattere quasi sacrale – dice l’artista – il punto sta nel saperlo riconoscere e difendere». Una difesa accorata dell’uomo, la sua che si manifesta attraverso la pittura, soprattutto oggi, in un periodo storico-sociale in cui sembra tutto piegato alle logiche del mercato e della globalizzazione che «invece di renderci autonomi e liberi, ci costringe ad annientare la nostra profondità, la nostra anima».

Ma da dove nasce il tema degli angeli? «Mi sono chiesta – dice la Saletti – quale volto avrebbe un angelo oggi. Ebbene, ho creduto valida la possibilità di pensare come tutti coloro che soffrono e che vivono delle situazioni di costrizione fisica ed emotiva siano degli angeli inespressi che lottano ogni giorno con un dolore che si apre al mondo, ma che il mondo non riesce a guardare». Insomma gli angeli della Saletti non sono identità altre e lontane rispetto a noi, siamo noi, sono le persone che incontriamo per strada, «sono gli angeli di tutti i giorni e ce ne sono molti in giro» conclude l’artista, che dipinge per sé e che non vende le sue opere ma le lascia ammirare in quel piccolo studio-bottega dove i pennelli sono accatastati su mille e più scatole di pittura, dove sulle pareti si rincorrono scene e volti dal sapore mediterraneo, dove i colori invadono e pervadono quelle piccole sale nel centro di una città, come quella di Rieti, che potendo offrire molto non riesce a dar spazio ai suoi artisti.

Le opere di Titty Saletti sono state esposte in Germania, Norvegia, Russia, Cina, Svizzera e Spagna. Tra le mostre più importanti c’è da ricordare Apollo e le muse, allo studio Canova di Roma nel 1997, "Accademia Repin" Sanpietroburgo (2000), e la partecipazione al "Seul international art festival" nel 2001. Le sue opere sono perennemente in mostra allo studio di via Loreto Mattei 5, Rieti.

Info: 0746483563: www.tittysaletti.it.