Fra maschera e volto

Il ritratto e la stretta relazione tra maschera e volto ma anche la particolare difficoltà di distinguere tra ciò che è reale e ciò che non lo è. E a campeggiare sullo sfondo, una serie di spazi interni: aule di scuola elementare, stanze da bagno, camere di hotel in ristrutturazione.

Questa, fino a oggi, la ricerca poetica perseguita da Silvia Noferi, che per la sua seconda personale alla galleria Dac di Genova (allestita fino al 4 giugno) vira con decisione verso lidi inesplorati. Sottovetro, il nuovo progetto dell’artista fiorentina, introduce elementi d’indagine inediti sia a livello concettuale sia formale. Si tratta d’immagini di medio e grande formato in cui Noferi accosta, a soggetti legati al paesaggio e al mondo animale, ritratti di adulti e bimbi di fronte a scenari costruiti intenzionalmente in studio.

Osservare ed essere osservati, ma sempre con un mediatore. Dunque spazio a binocoli, carte geografiche e microscopi, con l’intento di approfondire qualcosa che sta lontano da noi, arduo da scorgere ad occhio nudo, che affronta l’intenzionale distacco tra l’uomo contemporaneo e la natura. Un amore ormai perduto, questo, una relazione conflittuale che introduce scenari incerti e ambigui: l’uomo ha assunto un atteggiamento di rassegnazione verso il mondo in cui vive; ciò nonostante, il sovraccarico di informazioni che viaggiano in rete fissa un elevato livello di attenzione in merito alle attuali problematiche ambientali.

Info: www.galleriadac.com