Mutamenti del reale

Sarah Braman espone nella sua prima personale in Italia al Macro che la presenta insieme alla fondazione Depart. Depart nasce per incentivare il lavoro degli artisti attraverso residenze, laboratori, simposi e borse di studio per la ricerca, e si occupa anche di progettazione architettonica con una particolare attenzione al territorio.

La mostra "Lay me down" della Braman è nata appositamente per gli spazi del Macro e è stata progettata e realizzata durante il suo soggiorno a Roma. In complesso sono quattro opere formate da acciaio, plexiglass, oggetti di seconda mano e pittura, come è di consuetudine per l’artista. Braman lavora con materiali di uso comune di cui racconta la vita intrinseca come rivelano queste sue parole in cui dice di creare: «Monumenti alle persone che amo, alla gioia e alla confusione che provo per l’essere viva». Importante l’unione fra l’atto immediato e il ricordo del passato, fra il reale e la fantasia, in un coinvolgimento estetico che riequilibria tutto. La luce e il colore fanno parte attiva del concepimento scultoreo che coglie l’attimo del mutare delle cose.

Un incitamento alla vita arriva anche da questa sua altra dichiarazione: «Più canzoni d’amore perché non so nulla. Disegna nella sporcizia. Costruisci una capanna. Costruisci un monumento. Facciamo sesso. Non capisco la corporeità del nostro pianeta. Com’è possibile? Il colore è un miracolo. Com’è essere liberi qui? La morte arriva, sempre». Sarah Braman nasce a Tonawanda, vicino New York, nel 1970, ma ora vive e lavora a Amherst in Massachussetts. La sua prima personale, "Crystal show", è del 2000. Il titolo della mostra al Macro, "Lay me down", letteralmente vuol dire “sdraiami”, “stendimi” e implica una volontà di lasciarsi andare al cambiamento della realtà nello stesso momento in cui avviene per viverlo al meglio.

Fino 12 giugno 
Macro, via Nizza 138, Roma
Info: 06671070400; www.macro.roma.museum