Kusturica, com'è difficile scrivere un libro

«Non è stato facile scrivere questo libro ma non è stato facile neanche vivere una vita come la mia». Così Emir Kusturica parla della sua autobiografia, Dove sono in questa storia, presentata all’Auditorium Parco della musica in occasione della manifestazione Libri come che, alla seconda edizione, ospita molti autori e scrittori apprezzati in tutto il mondo.

«Pensavo che scrivere un libro fosse più semplice, poi parlando con qualche collega ho capito che se non riuscivi a tirar giù almeno duecento pagine eri un fallito. È stato complicato chiudere questa sorta di diario politico di un’idiota come me», ha affermato. Lo vedi per quello che è Emir Kusturica, il Fellini dei balcani, regista di Gatto nero gatto bianco, e ancora del più celebre "Underground", l’uomo capace di rendere un set cinematografico un tripudio di nostalgiche confusioni.

 
Maglia grigia e pantaloni larghi, capelli lunghi e quell’aria vissuta di un uomo che sembra aver visto quasi tutto al mondo ma che ancora deve trovare il modo di raccontarlo per intero. Una lunga chiacchierata che ha toccato la vita privata e professionale di un artista da molti amato e da altri sostanzialmente non compreso. Un amarcord, si potrebbe sintetizzare così l’incontro all’Auditorium dell’artista che, come riporta il titolo dell’autobiografia, deve ancora trovare il suo posto in questa lunga storia.
 
 
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di Camilla Mozzetti e Francesco Talarico