Nell'ombra delle cose

"In the shadow of things" di Leonie Hampton ha vinto la seconda edizione del Premio F per la fotografia. Il progetto sarà esposto dal 24 marzo al primo maggio in una mostra alla fondazione Forma per la fotografia di Milano. Fabrica, Centro di ricerca sulla comunicazione del gruppo Benetton e il Centro internazionale di fotografia milanese colgono contestualmente l’occasione per lanciare la terza edizione del riconoscimento dedicato alla fotografia di documentazione sociale.

Il premio F, che coinvolge fotografi di tutto il mondo, vuole sottolineare la fotografia che documenta, denuncia e racconta: i drammi, le difficoltà, i diritti negati ma anche la dignità, il dolore e la consolazione, la disperazione e la speranza, la perdita di tutto e la conquista di nuove possibilità e infine le cose che gli uomini fanno per affrontare tutto questo. In una parola, la vita. Che cosa sapremmo, senza la fotografia, della fame nel mondo, dell’esito scontato di ogni guerra, delle condizioni di vita dell’"altra metà", per citare il lavoro di alcuni pionieri della fotografia sociale? Il premio si ispira a queste parole, pubblicate nel 1972 da Cornell Capa: “Sono fotografi impegnati. Prendono posizione. Sono persone che vogliono mostrare cose che andrebbero corrette… che vogliono mostrare cose che andrebbero apprezzate”. La giuria ha scelto all’unanimità di assegnare il premio a quest’opera eccezionale realizzata nel rispetto delle condizioni del regolamento che premia un approccio fotografico innovativo e interessato alla condizione umana. Con questo premio prestigioso, la giuria incoraggia la ricerca di questa testimonianza rara e coraggiosa.

Leonie Hampton ha scelto di dare uno sguardo profondo su sé stessa attraverso i membri della sua famiglia. Le sue immagini mostrano senza compiacenza la rappresentazione giusta, intima e cruda della storia dei suoi familiari che raccontano la storia di tutta la famiglia umana, un’elegia intima e personale del rapporto tra madre e figlia. Nel volume che raccoglie le immagini del progetto (Contrasto, 164 pagine, 30 euro), scatti frutto di un lunghissimo lavoro di Hampton sulla sua stessa famiglia, segnata dalla malattia mentale della madre, colpita per lungo tempo da sindrome ossessiva compulsiva che nel suo caso si manifesta in una maniacale preoccupazione verso la sporcizia e la possibile contaminazione. Giovane fotografa di talento, l’inglese Leonie Purchas è sempre stata affascinata dai diversi modi in cui le persone creano e vivono i legami familiari.

Intorno alla malattia della madre si muove, in modo amorevole e compatto anche se problematico, la vita di tutta la famiglia costretta ad abitare in una casa caotica con stanze inutilizzabili. Le fotografie seguono il racconto di una possibile, quotidiana assurdità e dei tentativi della figlia e degli altri familiari di spezzare questo gioco patologico. Le immagini raccontano amore, tenerezza e angoscia ma soprattutto l’importanza di essere comunque famiglia: «Mi sono offerta di aiutare mia madre a vincere la battaglia contro questa enorme montagna di oggetti con il tacito accordo che avrei fotografato tutto il processo. Il lavoro è quindi il risultato di questo patto con lei. Si tratta della registrazione personale di un intenso viaggio emotivo, di cui la macchina fotografica è stata la chiave e lo scudo per andare avanti, cercando di entrare in un mondo paradossale, insieme terrificante e pieno di amore».

Info: www.contrasto.it

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