Il guardaroba di Sissi

«Il modo di essere esteriore si confonde spesso con quello interiore e lo stesso soggetto che sceglie come vestirsi tende a sentire, vero o meno che sia, che l’abito in effetti faccia il monaco. Sissi sfida questa convenzione presentandosi in una continua metamorfosi». Queste le parole della critica d’arte e curatrice Angela Vettese per la fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano, dove la scorsa estate la giovane artista bolognese ha esposto un intero guardaroba di camicie, pantaloni, cappotti e gioielli direttamente dal suo guardaroba.

Fulcro del suo lavoro da sempre, l’abito di Sissi è arrivato anche alla Fama gallery di Verona con una personale a cura di Danilo Eccher, dove dodici anni di vita del suo vestiario vengono appesi e catalogati, schedati e registrati in un archivio cartaceo che prende nota dell’anno di acquisto e delle occasioni in cui ogni singolo indumento è stato indossato. Architetture di scheletri in bamboo diventano per l’evento “costruzioni abitative”, andando a indossare gli abiti dell’artista che da quella privata entrano in una dimensione pubblica, oggetti e soggetti dello spazio artistico comune fra creatrice e pubblico. Un video proietta inoltre quella dimensione privata del vestirsi a cui Sissi fa appello, illustrando l’immagine che vuole mostrare di sé durante la propria vestizione: un "report" quotidiano sulla moda dell’essere e dell’apparire.

Lontana dall’arte la moda di Sissi diviene così scherno dell’eccesso, rivelando sfacciatamente nella classificazione abitudinaria del comune vestire, una manifestazione estetica quanto intima di un abbigliamento poco comune, quello del suo essere nel divenire forma, abito. Veste di emozioni. «I vestiti sono per Sissi dei grandi disegni – dice Danilo Eccher – soni fogli da abitare e da vivere, territori da percorrere e scoprire, luoghi in cui nascondersi e dove accendere le infinite maschere dietro le quali compiere le avventure del vivere». L’esposizione è accompagnata da un catalogo edito da Mousse publishing, che contiene un testo bilingue di Eccher che ripercorre gli ultimi anni del lavoro dell’artista.

Fino al 20 marzo
Fama gallery
corso Cavour 25/27, Verona
Info: 0458030985; www.famagallery.it