L'inquietudine di Crewdson

Dopo la vasta retrospettiva al Palazzo delle esposizioni, il fotografo statunitense Gregory Crewdson torna nella capitale con quarantuno nuovi lavori, ospite questa volta della prestigiosa Gagosian gallery. L’immaginario d’inquiete scene cinematografiche, in cui faceva vivere volti impauriti di donne solitarie e individuali, abbandona ogni forma di vita per testimoniare l’eco del respiro dopo l’azione cinematografica: i set realizzati per i suoi lavori e ambientati nei leggendari studi cinematografici di Cinecittà segnano il ritorno dell’artista al bianco e nero dopo la serie Hover (1996-1997), oltrepassando la drammaticità visiva dell’essere umano.

Con "Sanctuary" Crewdson mette in scena una dimensione suburbana ambientale, che rivive la stessa inquetitudine delle protagoniste della serie di lavori quali "Twilight" (1998-2002) e "Beneath the Rose". Grazie al set di “Rome”, serie televisiva americana promossa dal canale Hbo nel 2005, il fotografo americano cattura la malinconia paesaggistica di una realtà artificiale, dove le ombre di imponenti architetture mostrano le tracce dello scorrere di un tempo fittizio e immobile, fissato nell’istante del suo scatto. L’utilizzo del bianco e nero nelle fotografie contribuisce a intensificare i passaggi chiaroscuri dei profili di strade, costruzioni e impalcature, conferendo alle immagini una dimensione storica e “memoriale”. Sicuramente molto meno fredda e “istantanea” di quella che rivelano le sue produzioni a colori.

Un catalogo illustrato, accompagnato da un saggio del critico cinematografico del The New York Times, Anthony Oliver Scott, è pubblicato da Abrams in occasione della mostra. É disponibile esclusivamente alla Gagosian un’edizione speciale del catalogo, contenente una "production still" in edizione limitata firmata dall’artista.

Gregory Crewdson
"Sanctuary"
Fino al 5 Marzo
via Francesco Crispi 16
Info: 0642086498; www.gagosian.com