Capovolgimenti d'arte

"Trailer park", la rassegna d’arte contemporanea che ospita alcune opere della prestigiosa fondazione Morra Greco di Napoli, rispecchia il capovolgimento dell’arte e dell’architettura. Jörg Heiser cura la mostra prendendo le distanze dalla ricercatezza «fatta per l’eternità» e dall’architettura stabile, sceglie un edificio mobile che non è “né determinato né determinante», il teatro Margherita di Bari e raccoglie sculture, installazioni, collage, fotografie, film e video di importanti artisti internazionali come Özlem Altin, Christian Andersson, Candice Breitz, Simon Denny, Jimmy Durham, Isa Genzken, Rodney Graham, Georg Herold, Jonathan Horowitz, Jiri Kovanda, Marko Lulic, Henrik Olesen, Julius Koller, Seb Patane, Kirsten Pieroth, Manfred Pernice, Eric Wesley, Steve McQueen, Michael Sailstorfer, Katerina Seda, Cathy Wilkes, nonché di artisti italiani di rilievo come Giovanni Anselmo, Lorenzo Scotto di Luzio e Giulia Piscitelli.

Molte opere della collezione, e tutte quelle selezionate per la mostra "Trailer park", rappresentano dei momenti fugaci, ma "eternati" in una struttura rigida, o, viceversa, delle strutture rigide convertite in uno stato mutevole, stranamente inafferrabile. Una contraddizione che il visitatore riscontrerà già a partire dal teatro Margherita, esso stesso strumento dell’arte contemporanea, perché l’edificio, eterno e mobile al contempo, è stato costruito su pilastri che poggiano sul fondale marino.

In "Trailer park" gli artisti demoliscono il concetto stesso di monumentalità statica dell’arte attraverso messaggi a volte intrisi di ironia, a volte molto seri che permettono di sperimentare la naturalità dell’arte con artefatti trovati o costruiti e di "ricontestualizzare" immagini e o film storici. Questo il caso di una breve scena del "monster movie" del 1955 Il Mostro dei mari, in cui una piovra gigantesca attacca una città e attraverso cui vengono esplorate le ansie dell’uomo d’oggi in tempi di crisi; o l’opera di Seb Patane 16 gennaio 1968, che si appropria di una immagine dello studente attivista Luigi Bobbio, oggi stimato professore di scienze politiche all’università di Torino, mentre viene arrestato dalla polizia, sollevando la questione di cosa significhino oggi cittadinanza e impegno, e il rapporto tra l’individuo e lo Stato. O ancora l’opera dell’artista austriaco Marko Lulic, un pannello per affissioni in stile hollywoodiano installato sul tetto del teatro, al posto di un cartellone pubblicitario della Coca cola, gioca sull’ossimoro di Museo della Rivoluzione, per offrire una riflessione sulla possibilità di adibire in futuro l’edificio a museo. In effetti il prospettato protocollo d’intesa tra il comune di Bari e la fondazione Morra Greco di Napoli prevede la creazione di una fondazione a modello partecipativo in cui verranno coinvolte istituzioni pubbliche e privati per la nascita del Bac, Bari arte contemporanea.

Fino al 6 marzo
Teatro Margherita, Bari
Info: 081210690; www.fondazionemorragreco.com