Alterazioni video a Ravenna

Nuovo appuntamento con il progetto espositivo Critica in arte. Ideata da Claudio Spadoni, la seconda mostra della rassegna è in programma dal 13 novembre al 12 dicembre al Mar (museo d’arte di Ravenna) con la presentazione del lavoro di Alterazioni video, a cura di Camilla Boemio.

Nato nel 2004 a Milano, questo collettivo è composto da Paololuca Barbieri, Alberto Caffarelli, Matteo Erenbourg, Andrea Masu e Giacomo Porfiri. Un insieme di artisti «i cui lavori si posizionano all’interno di un mosaico nel quale la storia dell’arte tradizionale si amalgama con una versione poliedrica dell’arte contemporanea, facendovi confluire architettura, cinema e grafica», spiega la curatrice. Descrivendosi come «una piattaforma che combina l’arte con una funzione sociale e alternativa dei nuovi media elettronici», Alterazioni video presenta un lavoro inedito e “site specific”. Si tratta di un film con protagonista “il dandy Guidarelli” e di due grandi installazioni che concentrano i lavori storici della collezione permanente del Mar (trasformate come fossero materiali digitali della rete capaci di mutare forma e contesto), plasmando lo spazio espositivo e dando vita a una visione durevole e totalizzante dell’arte. «Da qui il linguaggio pittorico figurativo strutturato viene reinterpretato, riproposto e nuovamente assemblato come una qualsiasi immagine estrapolata da internet. Diventando altro», illustra Boemio.

Dunque Alterazioni video tende a ridefinire l’immaginario classico rinascimentale in chiave pulp, e rappresenta – nelle vesti di collettivo – «un figlio del proprio tempo che riesce a fotografare il mutamento e a coglierne gli aspetti irriverenti, poliedrici e disincantati», continua la curatrice. Lo spirito di analisi, pertanto, arriva a utilizzare un genere della poetica volgare popolare italiana per narrare la storia in maniera brillante, a dimostrazione che la tradizione era in grado di raccontare gli accadimenti quotidiani senza prestare il fianco ad alcuna forma di potere. «Alterazioni Video ci incoraggia a guardare sotto il coperchio – conclude la curatrice – mostrando la tremenda attrazione verso il consumo del mito, l’accettazione del significato come figura autonoma».

Info: www.museocitta.ra.it

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