L'errore di Xerra

Gionata Xerra (Piacenza, 1961) espone alla Wannabee gallery un gruppo di fotografie selezionate dal progetto “L’errore dominato” nella mostra “Underscore space: un volto nuovo per l’immagine". Infatti l’oggetto al quale è dedicato lo scatto, proprio a causa di un errore modulato dalla sensibilità dell’artista, si scopre vivo e reale pur essendo modificato e falsamente vero. Solcando i limiti delle possibilità fornite dal mezzo di comunicazione usato da Xerra, l’artista stesso scopre che esiste un modo per uscire dalla meccanicità del gesto fotografico o filmico, ormai alla portata di tutti. Forse è anche un’opportunità per prolungare la vita di quest’arte, che in molti credono ormai arrivata alla fine delle sue possibilità, essendo già stato fotografato ogni tipo di forma oggetuale ed essendo già state utilizzate varie tecniche di trasposizione dell’immagine.

Solo grazie alla sensibilità di pochi il gesto fotografico è sempre attuale per il principio secondo il quale fino a che esisterà la contemporaneità, ovvero il tempo presente che si differenzia dal tempo passato, l’immagine che ne scaturisce non sarà che un ritratto fedele dello svolgersi della storia. Alessandro Riva, il curatore della mostra, riflettendo sul lavoro di Xerra scrive: «L’immagine che ne emerge è così un’immagine strana, vagamente ambigua: speculare, sì, ma di non immediata riconoscibilità in quanto immagine doppia e speculare, dal momento che i due piani dell’immagine appaiono in parte confusi uno nell’altro, e, oltretutto, contaminati da quella sorta di strano errore – la sequenza di linee che attraversano verticalmente l’immagine – che contribuiscono a renderla ancora più ambigua, non chiara al primo sguardo di chi la osserva».

Xerra, fotografando città come Buenos Aires, Berlino, Lisbona, come afferma Silvia Pettinicchio nel suo testo critico, «prima ha scattato centinaia di queste foto, forse migliaia. Poi le ha manipolate con una tecnica particolarissima d’intervento durante il processo di stampa. Ha così reso le visioni ancora più stonate, iperboliche nel loro ripiegarsi simmetrico. Le città acquario di Xerra si riflettono nelle loro stesse pareti, si rispecchiano all’infinito e rimangono prigioniere della propria immagine lisergica come le città invisibili di Calvino».

Fino al 21 novembre
Wannabee gallery
via Thaon de Revel 3, Milano
Info: 0236518733; www.wannabee.it