Uniti nella scultura

Sei omini stilizzati, disposti uno sull’altro, in un gioco di bilanciamenti e armoniche fusioni, proprio come equilibristi circensi in carne e ossa, sporgono dal giardino dell’Ieo, Istituto europeo di oncologia. La scultura pubblica di Alberto De Braud scintilla tra dorati riflessi; s’intitola “Together”, (acciaio inox, 450 x 60 x 60 cm), un termine che serba in sé il potere dell’unità, il bisogno di stare insieme in momenti difficili, precari. Una scultura che suscita buon umore e che per questo motivo è stata resa pubblica in un luogo dove malattie e sofferenze sono all’ordine del giorno.

Non è certo la prima scultura pubblica di Alberto De Braud. Si ricorda quella alta nove metri in poliestere ed elio,"Unexpected", raffigurante due mele di differenti dimensioni, disposte verticalmente, apparsa a Milano al museo Diocesano nell’estate del 2008; o quella esposta durante la manifestazione luci d’artista, nella quale sempre due mele hanno solcato il cielo, illuminandolo come una luna piena. Solitamente i parametri adottati per esibire una scultura pubblica rispecchiano un intento “celebrativo”, come quelle raffiguranti un generale o un uomo illustre, o “associativo”, ad esempio quelle realizzate per sintetizzare l’essenza del committente fisico o l’ente che l’ha commissionata, sia, anche, “libero”, come pura creatività dell’artista.

De Braud racconta: «Personalmente cerco in prima battuta di utilizzare immagini da me pensate precedentemente che possano adattarsi all’ambiente in cui una scultura è richiesta. Questo è l’attegiamento che uso. Ci sono anche immagini che sono pensate e non realizzate che aspettano solo l’occasione per essere create con l’occasione di un progetto pubblico. Certe volte mi chiedono dei temi classici tipo una scultura di cavalli o dei ritratti ma se non ho un’idea forte che già era nella mia testa lascio perdere perchè se il soggetto non mi eccita il risultato non potrà che essere scadente in partenza». E specifica ancora: «Purtroppo nelle commissioni pubbliche spesso il committente cerca di personalizzare l’opera dell’artista per enfatizzare, la cultura o l’attività produttiva del luogo. C’è una maniacale ossessione per cercare una logica o una relazione tra un opera pubblica con il luogo in cui è collocata. Spesso questo tipo di relazione è importante, ma non sempre è necessaria». Tra le altre creazioni dello scultore si ricordano sculture create per privati come il “tuffatore”, che spunta da un giardino di una villa di Minorca, o quella che raffigura fiammiferi intrecciati gli uni agli altri, in Svizzera a Pontresina.

Ieo, Istituto europeo di oncologia
via ripamonti 435, Milano