Vicario, intimità crollate

«Il pubblico presente alla mostra deve aspettarsi una riflessione visiva su una sorta di sentimento del luogo e dell’esistenza degli uomini di fronte alla storia», afferma Roberta Valtorta, che insieme a Giovanni Pelloso cura ed è autrice del testo in catalogo della personale di Alessandro Vicario, “Along the wall. Berlin 2009”. Allestita dal 4 al 20 novembre presso la fondazione Mudima a Milano, l’esposizione propone 57 fotografie (stampe giclée su carta baritata) quali specchio di un progetto realizzato da Vicario nel 2009, anno del ventennale dalla caduta del muro di Berlino, e che adesso, nell’anno in cui ricorre il ventesimo anniversario della riunificazione tedesca, viene presentata per la prima volta al pubblico.

«L’artista modenese lavora da anni con la fotografia, portando avanti un percorso serio, silenzioso e intimo», spiega Valtorta, aggiungendo che «al centro del suo lavoro alberga il tema della memoria». Figlio di Ennio Vicario, fotografo professionista che fin da giovanissimo ne ha stimolato la crescita, Alessandro approfondisce i segni, i significati degli oggetti, dei colori e dei luoghi, «impegnandosi in una riflessione sul rapporto uomo-ambiente e, al tempo stesso, sulla fotografia come linguaggio», continua la curatrice.

Nell’ambito di “Along the wall. Berlin 2009” – sviluppo e completamento di una precedente ricerca dello stesso Alessandro, “Die Berliner Mauer”, interamente dedicata alla “matericità” del Muro – l’autore pone l’attenzione sulle persone di passaggio davanti ai tratti del divisorio ancora rimasti. Le immagini sono giocate sulla figura umana, sfumata e dinamica, e la porzione di Muro sullo sfondo, nitido e ben visibile. Ad accompagnare la personale c’è la videoinstallazione “Raw sequence”: a forte velocità e sostenuti dal ritmo ossessivo della musica techno del tedesco Paul Kalkbrenner scorrono, montate in loop, tutte le fotografie scattate dall’autore.

Info: www.mudima.net